GREAT PACIFIC vol. 3 -Recensione

CACCIA GROSSA

21 Mar 2017

Great Pacific giunge alla sua conclusione, un albo finale che lascia la sensazione di assistere alla fine di un progetto decisamente prematura. Come detto in occasione delle recensioni dei primi due albi, l’idea di base della storia si scontra con una accoglienza fredda da parte del grande pubblico; non si tratta di una debolezza della trama o della storia, ma è proprio la scelta delle tematiche e dell’impostazione della storia che si rivolge a quel pubblico che ad oggi rappresenta una nicchia esigua per poter garantire la necessaria visibilità (e relativa vita) ad un progetto. La volontà di Harris di affrontare lo scoglio dell’ideologia ecologista è lodevole, reso anche in maniera perfetta e accattivante, sfruttando problemi reali e con l’intento di stimolare la coscienza collettiva.


GREAT PACIFIC, LA FINE DEL SOGNO!


Great Pacific è come un’opera in tre atti sulla nascita del Nuovo Texas, lo stato creato da Chas Whortington su un’immensa isola di rifiuti. Se Rifiuti! rappresenta il primo passo della nascente nazione, con Costruire una nazione si vede il consolidamento del Nuovo Texas,arrivando infine al compimento del destino in Caccia Grossa; l’iter di Great Pacific non è solo ispirato dalla critica alla scarsa coscienza ecologica, ma cela anche una particolare visione dello sfruttamento della percezione delle masse degli eventi, spesso in contrasto con il reale. La capacità di Chas di manipolare e alterare con escamotage le occasioni che ha a disposizione mostra in pieno come spesso noi cittadini semplici non abbiamo modo di conoscere il vero motore delle attività degli Stati; qualunque mossa diventa lecita per il raggiungimento degli obiettivi, dall’allearsi con personaggi pericolosi alla menzogna, fino all’utilizzo di amici e alleati come semplici pedine.

Harris ha la capacità di mostrare tutte queste peculiarità, riuscendo a bilanciare perfettamente l’aspetto socio-politico della storia con il peso che questo ha sulle personalità dei protagonisti. Simbolo di questa struttura narrativa è Zoe, personaggio che nel corso degli eventi diventa sempre più centrale grazie alle proprie azioni, muovendosi inizialmente nell’ombra fino a diventare una figura di spicco per il proprio operato. La ragazza, inizialmente presentata come una persona priva di morale, si rivela lentamente la più spaventata da cosa accade nel Nuovo Texas.

Chas, il fondatore di questa nazione ribelle, sembra invece perdere sempre più il controllo, sia per la propria arroganza che per l’incapacità di far fronte alla ‘fine del sogno’. Spinto in una spirale di eventi che diventano sempre più frenetici, Chas crolla, vede il suo nuovo mondo sprofondare, capendo troppo tardi come il suo egocentrismo lo abbia accecato, impedendogli di vedere come il suo improvvisarsi dittatore fosse una questione più grande di lui. Caccia Grossa diventa il momento della sconfitta di Chas, il momento in cui da padrone dell’isola diventa vittima stessa del mondo che ha creato; braccato, tradito e punito, il signore di Nuovo Texas vede il suo sogno sgretolarsi.

Il finale dell’albo sembra lasciare un dubbio nel lettore, come se questo ultimo atto non sia esattamente tale; al momento il progetto di Great Pacific è considerato concluso con questa trilogia, sconfitto da un destino che ha iniziato a farsi sentire anche in questo albo. Verso la fine di Caccia Grossa rischia di risultare fin troppo pilotato, come se la fine incombente stesse gravando sulla storia; Great Pacific non è un fumetto d’azione, ma in questa chiusura la parte dei dialoghi rischia di diventare un po’ pesante per chi cerca un intrattenimento più leggero.

Ironicamente, l’aspetto di novità di Great Pacific si è rivelato la caratteristica che più ha gravato sul suo successo. La voglia di Harris di offrire un intrattenimento ‘impegnato‘ merita un plauso per il coraggio e per la profondità con cui è stato sviluppato, grazie alla creazione di un gruppo di personaggi che si muove in un’ambientazione accattivante; sfortunatamente, il pubblico attuale non cerca storie simili,ma si rivolge a racconti che abbiano una maggior scarica adrenalinica, che si muovano su strade che abbiano un forte senso di familiarità. 

CONCLUSIONI: Great Pacific rimane un ottimo esempio di fumetto innovativo, coraggioso e che cerca in modo discreto di spingere il lettore alla riflessione. Avrebbe meritato una sorte migliore, ma con queste poche uscite ha comunque mostrato la potenza e validità del proprio spirito.

VOTO FINALE: 6.5

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO:  2015
  • SOGGETTO: Joe Harris, Martin Morrazzo
  • SCENEGGIATURA: Joe Harris, Martin Morrazzo
  • DISEGNI: Martin Morazzo
  • COLORI: Tiza Studio
  • CASA EDITRICE: Saldapress
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