In questo appuntamento della nuova rubrica “Cosplay Stories” parleremo di diversi argomenti interessanti, molti spunti di riflessione e esperienze sempre nell’ambito del cosplay ma non solo. Perché difatti tratteremo anche la danza e in particolare di uno dei fenomeni che negli ultimi anni è esploso: il K-pop. Tutto questo con l’aiuto di una persona che vive questi due ambienti dall’interno: Kira.
K: Ciao! Sono Ilenia ma qui tutti mi conoscono come Kira e no….non ho il Death Note per vostra fortuna.
Ho 25 anni, sono di Trani e faccio cosplay da dieci anni tondi tondi, sono una estetista e make-up artist nella quotidianità e anche ballerina k-pop. Ballo da quando ho circa 3-4 anni, ho provato diversi stili ritrovandomi poi nell’hip-hop street che ho coltivato fino al 2019 dove mi sono dovuta fermare. Nell’arco di tutti quegli anni ho fatto diversi stili padroneggiando anche heels e voguing. Nel k-pop sono entrata nell’ormai lontano 2012 e ho sempre ballato e imparato le coreografie di tutte le canzoni ma solo negli ultimi anni ho avuto la possibilità di entrare a far parte di crew k-pop fino a crearne una con le mie amiche dove siamo attive sui social. A distanza di anni continuo a ballare senza sosta, per me la danza è come il cosplay…uno sfogo, un mondo dove stacco la testa e mi diverto facendo quello che mi piace senza preoccuparmi di nulla.
La crew di Kira si chiama “Aetheria” e potete seguirle anche su YouTube
Nell’ultimo periodo vediamo sempre più spesso il K-pop accostato al cosplay, anche grazie ad opere della cultura pop che hanno reso possibile questa unione in maniera molto semplice, l’esempio lampante su tutti: K-pop Demon Hunters. Kira difatti conferma questa affermazione aggiungendo:
K: Per quanto riguarda me stessa, viaggiano sulla stessa linea d’onda…. ma al di fuori si, sono collegati molto spesso sia perché parliamo sempre di continenti asiatici (Corea, Giappone etc), sia perché comunque sui social molto spesso si fanno trend dove con un personaggio sì balla ritornelli di canzoni k-pop o addirittura per contest o video spesso ricreiamo outfit e capigliature degli stessi Idol facendo in un certo senso un cosplay di loro.
Chi balla sa che il corpo non mente: ogni movimento racconta una storia. Ma cosa succede quando quel corpo indossa i panni di un altro? Mi sono chiesto se la sicurezza che si sprigiona su un palco o davanti a un obiettivo sia farina del proprio sacco o un ‘superpotere‘ che arriva assieme al costume. Abbiamo iniziato a chiacchierare proprio di questo: di come cambia il modo di stare al mondo quando si interpreta un personaggio e di quali, tra i tanti volti che Kira ha indossato, le sono rimasti davvero incollati addosso e se c’è qualcosa che magari avrebbe cambiato in progetti passati.
K: Ovviamente se piace fare il cosplay a maggior ragione la propria autostima e il proprio umore migliora.
In realtà il voler interpretarlo nei minimi dettagli oppure essere se stessi è una scelta puramente personale, ad esempio nei personaggi che interpreto cerco sempre di essere il più fedele caratterialmente al personaggio scelto ma un po’ del mio carattere lo metto sempre e spesso grazie a ciò faccio tante amicizie e soprattutto risate anche con gente solo di passaggio. A livello di orgoglio ad oggi sono molto soddisfatta della mia Momo Ayase di Dandadan, Loona di Helluva Boss e dopo il Comicon anche di MaoMao del monologo della speziale dove ho ricevuto tanti complimenti per come ho voluto modificare un po’ l’abbigliamento sempre però mantenendo la sua immagine. Di cambiare qualcosa nei vecchi cosplay in realtà no…. direi più che vorrei migliorare i dettagli, ogni personaggio che scelgo, oltre al piacermi, ci creo proprio un legame affettivo che in pochi ancora hanno o fanno nei confronti delle proprie arti… si per me i cosplay sono una rappresentazione di arte.
Le luci del Comicon di Napoli si sono appena spente. È indubbio che ormai sia una delle fiere nostrane più importanti anche per il panorama cosplay e cultura pop ovviamente. Kira ha raccontato com’è stato vivere Napoli in questa edizione con aspetti positivi e negativi:
K: Al Comicon vado ormai da anni ed è una fiera che nel mio cuore avrà sempre un piccolo spazio.
L’esperienza è sempre bellissima, stancante a fine giornata ma allo stesso tempo durante quei giorni sei sempre preso da mille cose.. shooting, acquisti, amicizie etc. Ci sarebbero veramente tantissime cose!
La cosa bella delle fiere cosi grandi è che hai anche la possibilità di conoscere gente che magari è anche lontana dalle zone in cui si abita. E se parliamo di cambiamento… da dieci anni che sono in questo mondo posso dire che è veramente cambiato tanto sia in senso positivo che negativo.
Positivo: molta più gente ormai conosce la cultura giapponese, il mondo degli anime, manga , videogiochi, cosplay e k-pop. Di negativo però c’è che molta gente o sessualizza personaggi che di natura non nascono per essere fatto ciò oppure per alcune persone il cosplay diventa “consenso”
Il cosplay NON È CONSENSO. Solo perché il costume è succinto non significa che io ti do il via libera a potermi molestare o altro. Purtroppo negli ultimi anni è una cosa che è peggiorata.
C’è un lato della medaglia di cui si parla poco: la pressione. Si sa che il mondo del k-pop non perdona, con quella sua estetica impeccabile e le coreografie millimetriche. Questo standard di perfezione può diventare una marcia in più oppure, a volte, c’è il rischio che si possa trasformare in un peso invisibile da portarsi sulle spalle ogni volta che si indossa una parrucca:
K: Sappiamo tutti la perfezione non esiste ma si può ambire!
In tutti i campi, che sia k-pop o cosplay, le cose se si riescono a fare al meglio aggiustando anche piccoli particolari va bene, spesso sono loro a fare la differenza. Per come sono io sono molto maniacale e se le cose non vengono come dico io divento nervosa (ahah). I miei amici possono confermare quanto divento insopportabile nel momento in cui la cosa non viene come dico io o quanto più simile all’ispirazione originale.
Essendo due mondi che puntano sulla “perfezione” non possiamo non parlare dell’aspetto fisico e Kira ha raccontato brevemente la sua, personale, esperienza:
K: Fino a qualche anno fa non me la sono passata bene sinceramente, sono entrata in un brutto buco nero dove una voce nella mia testa parlava e agiva per me, dove non mi faceva vedere nulla (anoressia).
Adesso posso dire di aver combattuto contro quella voce, ma a volte ogni tanto un suo sussurro lo sento ancora ma va bene così. Adesso mi vedo bene, sto bene e se agli occhi della gente posso essere troppo magra, troppo robusta o troppo muscolosa a me poco importa, l’importante è la salute anche se oggi giorno la gente pur di essere come le foto che vedono sui social o paragonarsi magari ad altre persone perdono questa concezione di salute.
[Nota a margine: In un’epoca di filtri e canoni, ricordare che il cosplay è un’arte per tutti — senza distinzioni di taglia o forma — è fondamentale. La vera perfezione non è un numero sulla bilancia o un riflesso nello specchio, ma l’energia e la passione che una persona riesce a sprigionare quando si sente finalmente se stessa, anche nei panni di un altro.]
Come ogni cosplayer anche Kira ha tante novità in vista per il futuro, sia con la sua crew che da sola e inoltre come di rito qualche consiglio per chi volesse iniziare a fare quello che fa lei:
K: Di grande, per ora c’è un progetto che con il mio ragazzo vogliamo creare per l’anno prossimo in campo cosplay (Posso solo dire che sarà qualcosa di molto accessoriato) e una cosa che sicuramente desidero nel futuro è che quando avrò un figlio mi piacerebbe inculcargli queste piccole arti e passioni così come sono riuscita a fare appassionare tanta altra gente.
Per quanto riguarda il k-pop voglio continuare a portare avanti la bellissima crew che sono riuscita a tirare su. Che sia cosplay o k-pop buttatevi, non “cincischiate”. Non bisogna mai privarsene, si migliora col tempo, nessuno nasce imparato. Coltivate le passioni e fatene la vostra art, identità e mi raccomando di farle sempre con il cuore!
Potete seguire Kira nei profili cosplay: Instagram, Tik Tok e in quelli dedicati al K-pop con la sua crew: Instagram, Tik Tok.