Cosplay Stories: Julia

27 Apr 2026

Qui su Nerdgate abbiamo deciso di riprende un argomento che per diversi anni è rimasto trascurato: il mondo dei Cosplay. Per ripartire al meglio, abbiamo avuto il piacere di conoscere e fare una bella chiacchierata con Julia, una giovane cosplayer di 23 anni che si è dedicata maggiormente col passare del tempo anche al disegno artistico e alla pittura, ma lasciamo che sia proprio lei a raccontarlo assieme ai suoi lavori più soddisfacenti e importanti.

J: Mi chiamo Giulia, ma in arte sono conosciuta come Julia, ho 23 anni e sono una cosplayer attiva da quando ne avevo 16. Sono una studentessa universitaria e vivo un po’ “alla giornata” tra studio, commissioni di parrucche e prop, e la mia passione per tutto ciò che riguarda serie TV, film e manga. È un equilibrio un po’ caotico ma che mi rappresenta perfettamente.
La mia passione per gli anime nasce però molto prima del cosplay, praticamente da quando ero bambina, grazie a mia madre (o forse “colpevole”, in senso buono) che me li ha trasmessi fin da piccola. Sono cresciuta con titoli storici come Sailor Moon, L’Uomo Tigre, Lupin III, Mazinga Z e tanti altri anime iconici degli anni ’70 e ’80. Questo ha creato in me un legame molto forte con quel tipo di immaginario, che ancora oggi continua a influenzare ciò che amo e creo. Ad un certo punto della mia crescita ho messo un po’ da parte questa passione per dedicarmi maggiormente al disegno artistico e alla pittura, hobby che porto ancora avanti oggi insieme a mio fratello e che continua a influenzare anche il mio modo di vedere il cosplay e la costruzione dei personaggi.
Ho iniziato nel mondo del cosplay con progetti molto semplici, spesso acquistati, come ad esempio Misato di Neon Genesis Evangelion, di cui sono una grandissima fan della serie originale del 1995. Con il tempo però ho sentito sempre più il bisogno di mettermi alla prova e di costruire qualcosa con le mie mani. Così ho iniziato poco alla volta, partendo da piccoli dettagli come accessori, orecchini e collane, fino ad arrivare a lavorare con materiali come stoffe, foam e altri elementi per realizzare costumi e prop sempre più complessi, utilizzati poi durante esibizioni ed eventi. Tra i cosplay a cui sono più legata e soddisfatta al momento ci sono sicuramente Sevika dalla serie animata Arcane (League of Legends) e LeBlanc, reinterpretata dalla recente cinematica del 2025 di League of Legends. Ovviamente ogni personaggio che ho portato ha un suo significato per me, ma questi due in particolare rappresentano un livello di crescita importante sia a livello tecnico che espressivo.

Il disegno artistico e la pittura possono andare di pari passo con il mondo dei cosplay quindi vanno ad influenzare la vita sia personale che lavorativa di una persona. Lo stesso vale anche per Julia che ci conferma questa affermazione:

J: Mi trovi assolutamente d’accordo. Per me il disegno artistico, la pittura e il cosplay sono tre cose che vanno completamente di pari passo e si influenzano a vicenda. Per me per esempio il disegno e la pittura mi hanno dato le basi per osservare meglio le forme, i colori e i dettagli che nel cosplay è fondamentale, perché mi aiuta a capire come ricreare un personaggio, come adattarlo al mio corpo e come rendere credibile anche il minimo particolare che molte volte non viene considerato.
Il cosplay invece è il momento in cui tutto prende vita. È dove le idee che ho in testa o su carta diventano qualcosa di reale: un costume, un personaggio, una presenza. È una forma di espressione più dinamica e anche più “viva”, perché non resta ferma su un foglio ma si muove, viene interpretata come un personaggio in un musical o una commedia. La pittura e il disegno invece sono più personali e liberi. Sono il mio spazio creativo, dove posso sperimentare senza vincoli e dove spesso nascono anche idee che poi porto nel Cosplay per esempio piccoli punti luce che posso enfatizzare con degli strass. Nella mia vita personale queste tre passioni si intrecciano continuamente e influenzano anche il mio modo di vedere le cose: mi portano a essere molto attenta ai dettagli, alle estetiche e alle emozioni visive.
A livello lavorativo invece sono un grande punto di forza, mi permettono di avere una visione completa: dall’idea iniziale fino alla realizzazione concreta e all’interpretazione del personaggio.

Anche i social media ormai ricoprono un ruolo molto importante in questi ambiti, la gestione di un profilo che unisce arte e cosplay richiede costanza e innovazione. Questo però non significa seguire sempre i trend del momento:

J: Per me i social sono diventati una cosa abbastanza naturale dentro quello che faccio, nel senso che ormai fanno proprio parte del mio lavoro e del mio modo di raccontarmi. Cerco di viverli con costanza, perché è giusto esserci e condividere quello che creo, però senza farmi “inghiottire” troppo dai trend del momento. Li guardo, certo, a volte li seguo anche se mi piacciono o se ci stanno con quello che sto facendo, però non voglio che diventino una regola fissa. Alla fine preferisco restare fedele al mio stile e a come vedo io i personaggi piuttosto che inseguire sempre quello che funziona in quel momento. Per me i social sono più uno spazio dove posso raccontare quello che faccio e mostrarlo alle persone, ma anche un posto dove sperimentare un po’ e crescere, senza perdere la mia identità lungo la strada.

Spesso non ci si rende conto del lavoro che c’è dietro ad un cosplay, dall’idea alla realizzazione finale anche solo di una determinata parte, molti pensano che sia rapido il passaggio oppure che tutto possa essere acquistato già pronto. Julia invece ci spiega per bene questo affascinante lavoro:

J: Per me la tempistica cambia molto in base al personaggio che scelgo, perché alcuni sono più semplici da realizzare e altri invece richiedono uno studio e una lavorazione molto più complessa. Per esempio, nel caso di un personaggio come LeBlanc, il processo è abbastanza lungo proprio perché a livello di crafting è molto dettagliata e complessa.
Di solito parto sempre prima dalla fase di studio del personaggio: guardo il concept, analizzo i colori e mi creo una palette precisa che poi mi guida in tutte le scelte successive. Questa parte è fondamentale perché mi aiuta anche a decidere i materiali giusti, non solo a livello estetico ma anche pratico, come il peso o la vestibilità. Per esempio, nel caso del mantello di LeBlanc, è composto da un doppio strato, di cui uno è una sorta di pelle dorata che da sola risulta già molto pesante, quindi va studiata bene anche la struttura. Una volta definita la parte visiva e i materiali, passo alla ricerca dei cartamodelli più vicini alla forma del costume che devo realizzare. Da lì li modifico e li adatto al personaggio, perché raramente esiste qualcosa già pronto che combaci perfettamente con quello che ho in mente. Poi si passa alla fase di taglio e cucito vero e proprio. Una volta assemblato il costume faccio sempre più prove per verificarne la comodità e la vestibilità, perché per me è fondamentale che oltre a essere visivamente corretto sia anche indossabile e funzionale. A quel punto mi fermo e mi faccio una lista di tutto quello che manca o che può essere migliorato: dettagli da aggiungere al vestito, alla parrucca oppure eventuali modifiche al prop, se il personaggio ne ha uno. La parte finale riguarda proprio i prop, che realizzo principalmente in foam o cartapesta. Dopo la costruzione passo alla verniciatura e alla rifinitura dei dettagli, che sono quelli che alla fine danno davvero vita al pezzo.

Qual è il posto perfetto dove poter manifestare questa passione, far vedere i lavori e incontrare altre persone con interessi comuni? ovviamente le fiere di settore. Su Nerdgate abbiamo parlato spesso della nostra esperienza (anche recentemente al Ferrara Nerd) però questi eventi visti sotto l’ottica del: “devo gareggiare ad una competizione e devo prepararmi mesi prima con il mio cosplay” sono ben diversi. Julia ne sa qualcosa:

J: Per me le fiere sono il momento in cui tutto prende davvero vita.
Mi preparo sempre con un po’ di anticipo, partendo dalla scelta del personaggio: cerco qualcosa che mi rappresenti ma che sia anche comodo e gestibile durante tutta la giornata. Poi passo alla realizzazione completa, facendo molta attenzione alla resistenza e alla comodità del costume. Prima dell’evento faccio sempre delle prove complete, così evito sorprese. Uno dei personaggi a cui sono più legata e che ho portato sul palco assieme ad altri personaggi è sicuramente LeBlanc di League of Legends, che ho realizzato completamente da zero: dai tessuti alla struttura, fino ai dettagli e ai prop. È stato un progetto lungo e complesso, ma anche quello che mi ha dato più soddisfazione. Altri personaggi che mi vengono in mente che ho portato sul palcoscenico sono stati Sevika di Arcane, Fujiko di Lupin III e Sydney di Payday 2. Alla fine la fiera è il momento in cui unisci tutto: lavoro, interpretazione e contatto con le persone e con i miei amici ed è la parte più bella secondo me.

Sia durante gli eventi che online il culmine di questo lavoro arriva con l’apprezzamento da parte delle persone di quello che si è creato e portato “in vita” e assieme all’apprezzamento arrivano quasi sempre imprevisti e magari esperienze poco simpatiche:

J: Sì, le soddisfazioni sono davvero tante, soprattutto quando parti da zero e vedi il risultato finale prendere forma pezzo dopo pezzo. Le esperienze più belle per me sono quando il lavoro viene riconosciuto, sia durante le fiere che sui social: quando qualcuno nota un dettaglio, capisce quanto tempo c’è dietro o semplicemente si emoziona vedendo il personaggio. Anche i momenti sul palco o le interazioni con le persone sono sempre molto forti, perché lì capisci davvero che quello che fai arriva.
Ovviamente non mancano anche le esperienze negative, può capitare che qualcosa non venga come avevi immaginato, che un costume si rompa poco prima di un evento, che magari la macchina da cucire ti abbandona sul più bello o che un contenuto non venga capito o apprezzato come speravi. All’inizio ci rimanevo un po’ male, ora cerco di viverla in modo più tranquillo: fa parte del percorso. Col tempo ho imparato a vedere anche gli errori come una possibilità per migliorare, sia a livello tecnico che personale. Alla fine ogni difficoltà mi ha aiutato a crescere e a diventare più consapevole di quello che faccio.

Il mondo dei cosplay è pieno di pregiudizi e falsi miti, è una cosa purtroppo oggettiva che va avanti da sempre. Julia in particolare vuole cercare di sfatarne alcuni:

J: Secondo me ci sono ancora tanti falsi miti sul mondo del cosplay, soprattutto da parte di chi lo guarda da fuori. Una delle cose che vorrei sfatare è l’idea che sia solo “mettersi un costume”. In realtà dietro c’è tantissimo lavoro: studio del personaggio, scelta dei materiali, costruzione, prove di trucco, di vestiti, spesso anche interpretazione. Non è solo estetica, è proprio un processo creativo completo. Un altro stereotipo è che conti solo la somiglianza fisica. In realtà per me il cosplay è molto più legato a come vivi e interpreti un personaggio, non solo a quanto gli assomigli. E poi c’è tutta la questione del “se è comprato non vale” o “non è vero cosplay”, che sinceramente trovo molto limitante. Il cosplay non è una gara a chi fa tutto da zero: c’è chi compra, chi crea, chi fa un mix delle due cose. Non è questo che definisce il valore di un cosplay, ma l’impegno, la passione e il modo in cui porti quel personaggio. Infine c’è anche l’idea che sia qualcosa di superficiale o “una perdita di tempo”, quando in realtà ti insegna tantissimo: manualità, organizzazione, pazienza e anche sicurezza in te stessa. Mi piacerebbe che venisse visto più come una forma d’arte, di espressione personale, perché alla fine è proprio questo, chiunque mette nel suo piccolo un briciolo di sè nel cosplay che fà, che sia un dettaglio nei prop, nel vestito, nel trucco.

Tra le persone che leggeranno questo articolo ci sarà sicuramente qualcuno a cui piacerebbe fare quello che fa Julia, magari anche solo iniziare a creare un progetto per poi piano piano realizzarlo. E’ importante quindi cercare di dare qualche consiglio utile:

J: A chi vuole iniziare direi semplicemente di buttarsi, senza pensarci troppo. Spesso ci si blocca perché si pensa di non essere abbastanza pronti o capaci, ma la verità è che si impara strada facendo. Il consiglio più grande è partire con qualcosa di semplice e con un personaggio che ti piace davvero, perché è quello che ti fa andare avanti anche quando le cose non vengono subito come vuoi. Ci vuole tanta pazienza, perché è normale sbagliare, rifare, cambiare idea… fa tutto parte del percorso io in primis ho sbagliato tantissime cose in tantissimi cosplay che sia una parrucca o un cartamodello. Quello che invece sconsiglio è di confrontarsi troppo con gli altri. È facile guardare chi è più avanti e sentirsi indietro, ma ognuno ha i suoi tempi, i suoi ritmi e le sue capacità. E soprattutto, di non viverla con troppa pressione. Se diventa solo una corsa alla perfezione o ai risultati, perdi il lato bello. Alla fine deve restare qualcosa che ti diverte e ti fa stare bene. Non è una competizione o un qualcosa che ti rende “migliore di altri”.

E’ importante anche iniziare ad avere una visione sul futuro di questo lavoro e magari capire se e come può evolversi:

J: Mi piacerebbe davvero riuscire a portare quello che faccio anche nel mio futuro, magari trasformandolo piano piano in qualcosa di più stabile. Non lo vedo come qualcosa di fermo, ma come un percorso che può evolversi nel tempo. Vorrei continuare a migliorare, sia a livello tecnico che creativo, e diventare sempre più sicura in quello che faccio. Mi piacerebbe anche ampliare un po’ tutto: fare progetti più strutturati, collaborare con brand e partecipare a eventi sempre più importanti. Non ho un piano rigidissimo, però so che voglio continuare su questa strada e vedere fin dove posso arrivare, crescendoci passo dopo passo.

Per concludere questa bella chiacchierata Julia aggiunge:

J: Non c’è niente di “perfetto” o già definito, sto semplicemente crescendo mentre faccio quello che mi piace, imparando strada facendo e mettendomi in gioco ogni volta un po’ di più. Se posso dire una cosa a chi legge è di non aspettare il momento giusto per iniziare qualcosa che gli piace, perché spesso quel momento non arriva mai davvero… si costruisce mentre si fa passo dopo passo. Se ti va di seguire il mio percorso, condivido tutto sui miei social tra cosplay, progetti e momenti dietro le quinte di quello che creo. Mi fa piacere quando quello che faccio riesce ad arrivare anche agli altri.

Potete seguire Julia su Instagram e Tik Tok così da restare sempre aggiornati sui suoi progetti.


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