Sei donne e un libro – la recensione

Più di duecento pagine, copertina accattivante, ed ecco che ci si immerge nel romanzo di Augusto De Angelis, dal titolo Sei donne e un libro. E di che parla?

Ugo Magni, senatore e medico di fama, è anche un gran donnaiolo. Quello che si direbbe un uomo bello e ineccepibilmente elegante, di successo e baciato dalla fortuna. Qualcuno però sembra resistere al suo fascino, tant’è che il senatore viene ritrovato assassinato in una piccola libreria antiquaria di Milano. A trovarlo è il commesso. Il caso viene assegnato al commissario De Vincenzi, capo della Squadra Mobile della Questura centrale, un romantico, grande intellettuale, personaggio letterario italiano paragonabile agli omologhi Maigret, Marlowe, Nero Wolfe, Philo Vance e molti altri. De Vincenzi dovrà indagare in questa meravigliosa Milano Art Déco degli anni ’30, circondato da donne bellissime che si muovono in ambienti lussuosi ma anche in situazioni più popolane, tra sgarrupate case di ringhiera e cortili che trasudano di varia umanità a mo’ di corte dei miracoli di hughiana memoria. L’indagine si muove tra un libro misteriosamente scomparso, personaggi che praticano l’occultismo e delinquenti veri, come il fratello della povera Norina o il mostruoso bigatt. A turbare il commissario inoltre è proprio il fatto che il giorno dell’omicidio gli viene recapitato uno strano pacco, trovato dal netturbino di turno, contenente ferri chirurgici e un camice da medico.

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Or bene, questo è un romanzo particolarmente consigliato a chi ama la buona caratterizzazione dei personaggi, a chi non ama la violenza e l’azione, ma che preferisce l’indagine psicologica, fatta di pochi elementi e tanti ragionamenti. Ambientato in un lasso temporale non ben precisato di Milano, l’autore, riesce a far immedesimare per bene il lettore.

L’iniziativa dell’editore di pubblicare il romanzo di Augusto De Angelis, scrittore e giornalista attivo durante gli anni del fascismo, è sicuramente interessante e particolare: prendere uno scrittore che ha già dato molto, per farlo diventare un classico. Iniziativa non facile, ma sicuramente accattivante ed interessante.

In conclusione, Sei donne e un libro è uno di quei libri che dovrebbero essere letti da chiunque, considerando che il sottovalutato De Angelis non è uno sconosciuto, come si può anche vedere dalla televisione degli anni 70 ed il lavoro di Paolo Stoppa, che ha portato in televisione il commissario De Vincenzi, nato dalla penna di De Angelis.

 

CONCLUSIONI: Uno dei cardini che hanno fatto nascere il genere "poliziesco italiano", con un protagonista che oggi ricadrebbe in qualche cliché, ma semplicemente perché è lui ad averli creati.

VOTO FINALE: 8