La Mummia di Lee Cronin: La Recensione

Un mischione di film che però funziona

15 Apr 2026

Il nuovo film di Lee CroninLa Mummia di Lee Cronin – riporta sul grande schermo un remake della lunga serie di lungometraggi dedicati a La Mummia (del 1932), tra cui i più recenti e, forse, più noti remake di Sommers. A onor del vero, il riferimento più diretto, anche per lo stile presentato, è relativo all’originale del 1932, cercando di presentare un titolo horror.

Parliamo della trama del titolo distribuito da Worner Bros.. Ci troviamo alCairocon Larissa (Laia Costa) e Charlie Cannon (Jack Reynor), i genitori della piccola Katie che viene rapita all’età di otto anni. Con un grande salto temporale, veniamo trasportati otto anni dopo l’evento traumatico che ha segnato la coppia e il loro rapportarsi agli altri due figli. Proprio in questo nuovo arco temporale i due protagonisti verranno avvisati del ritrovamento della figlia che riporteranno dentro casa. Vuoi o non vuoi, ti pare che vada tutto liscio? No, se no non avrebbero fatto il film. E infatti la figlia mostrerà nel tempo una certa tendenza a manifestare comportamenti inquietanti. Ovviamente, la trama di fondo è ben collegata, coerentemente, al ritrovamento del solito personaggio antico che prende e saltella nel terzo millennio.

Senza andare troppo oltre nella trama de La Mummia, di fronte a noi abbiamo un lungometraggio, della durata di 136 minuti, che vuole generare ansia. Forse, e dico forse, è evidente una chiara componente splatter, anche ben realizzata e senza sembrare mai finta. La sensazione finale con cui sono uscito dalla sala è un misto tra soddisfazione parziale, forte delusione e forte apprezzamento. Questa fortissima ambivalenza emotiva è causa di diversi motivi, che ora cercherò di spiegare.

Perché la soddisfazione parziale. Questa sensazione che ho provato nel corso della prima parte del film è stata prevalentemente guidata dalla costante sensazione di ansia. Al di là della mia scarsa calma con queste pellicole, il connubio tra musiche, sceneggiatura (non sempre perfetta) e alternanza tra dinamismo e calma era un perfetto generatore di ansia. I jump scare non ci fanno saltare a caso, non li trovi in quantità ma si collocano strategicamente e con il giusto tempismo.

Natalie Grace, spledidamente, in Katie Cannon

Perché la forte delusione. Un mischione. Questa sarebbe la parola con cui descriverei il titolo di Cronin, che sembra aver attinto troppo ad altre pellicole già note. In 136 minuti, abbiamo visto L’Esorcista, Annabelle e La Mummia esplicitamente incollati insieme. I riferimenti al film di William Friedkin sono tanti e fin da subito. Insomma, Cronin non ha incollato male i diversi altri film ma sembra esserci una scarsa componente inventiva in merito. Alla fine, un commento che si potrebbe fare è “purché funzioni”.

Il cast ha un ottimo feeling con questo genere di film e mostra il suo talento durante tutte le riprese. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, a partire dai più piccoli fino ad arrivare ai più adulti, come Veronica Falcòn, nel ruolo della madre di Larissa, nonché nonna di Katie.

Perché un forte apprezzamento. Per questa parte, mi dispiace, ma è spoiler alert. Quindi, se non volete avere spoiler, dopo questo paragrafo smettete di leggere. L’unico modo che ho per descrivere il perché di questo forte apprezzamento è descrivere una scena piuttosto importante e fondamentale.

SPOILER ALERT (sotto)

SPOILER ALERT (sotto)

Questo picco di massimo che ho vissuto durante la pellicola è arrivato alla fine, nel momento meno inaspettato di tutti, con uno stile che non ci azzeccava nulla e che ha portato alla trasformazione, per alcuni minuti, in un film d’azione. E proprio mentre il mio cervello stava sentenziando un mischione anche di generi, arriva la scena finale. Quello che davo per scontato è sparito, dietro una scelta che, finalmente,

vede trionfare con coraggio la caduta degli schemi mentali cinematografici onnipresenti. Sia chiaro che ciò che ho apprezzato è la non scontatezza del finale arrivata dopo un chiaro messaggio che sembrava recitare: “finisco anche io così, come tanti film”.

SPOILER ALERT (sopra)

SPOILER ALERT (sopra)

CONCLUSIONI: Film che ben unisce comparto sonoro a suspense, riuscendo a creare sicuramente un senso di ansia. Troppi elementi ripresi da altri film più che noti, finendo per fare un mischione gargantuesco. Rischio che si trasforma in realtà facendo perdere quel fascino che solo in un contesto spoileroso esplode. Tuttavia, storia interessante (anche se qualche scelta di sceneggiatura lascia a desiderare), attori di livello e andamento non è scontato. Per niente. Splatter spinto.

VOTO FINALE: 7

SCHEDA FILM

  • USCITA: 16-04-2026
  • GENERE: Horror-Spatter
  • REGIA: Lee Cronin
  • DURATA: 136 min
  • SCENEGGIATURA: Lee Cronin
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