Golden Gai – Le notti di Tokyo: le luci soffuse e perverse del Giappone che non conosciamo (recensione)

Golden Gai - Le notti di Tokyo: Il racconto softcore del Giappone che non conosciamo

Golden Gai – Le notti di Tokyo, mette a “nudo” il Giappone con un focus sul Golden Gai, appunto, in un vortice di passione, violenza e perversione.

Il manga edito in Italia dalla J.POP è sceneggiato da Noribumi Suzuki e disegnato da Kazuo Kamimura, conosciuto dal grande pubblico grazie all’opera Lady snowblood, manga che è stato trasposto anche al cinema nel lontano 1973, un anno dopo l’uscita ufficiale della storia partorita dalla mente di Kamimura.

Il protagonista di questa storia è appunto il Golden Gai, un quartiere di Tokyo (precisamente si trova a Kabukichō nella zona Est di Shinjuku) davvero particolare, surreale e mistico sia per quanto riguarda i bar, negozi e le tante attività, sia per quanto riguarda le persone che popolano questi posti, visto e considerato che durante gli anni sessanta e negli anni settanta tantissimi artisti di vario genere si radunavano in questo quartiere singolare del Giappone, lanciandosi in un mondo dalle luci soffuse che poco aveva a che vedere con la cittadina con cui avevano a che fare solitamente.

E’ un quartiere gestito dalla Yakuza, la “mafia” giapponese, e vi si può trovare qualunque cosa anche se le attività principali sono le sale da gioco (Pachinko) e i vari locali di “prostitute”.

Gli autori di Golden Gai – Le notti di Tokyo (1979) hanno vissuto un luogo diverso da quello che si può vivere oggi, visto che la sicurezza era minore, il pregiudizio quasi non c’era e si poteva bere, cantare e gridare a scuarciagola senza che nessuno ti guardasse male, e sopratutto si respirava ancora l’aria dell’era Shōwa (1926 – 1989).

Una foto oggi del Golden Gai

Di cosa parla Golden Gai – Le notti di Tokyo?

Dopo aver inquadrato la locazione ed il periodo storico del manga di cui andremo a parlare oggi, introduciamo il tema dei pinku eiga, pellicole di stampo giapponese di qualsiasi genere che contenevano nudità e scene di sesso; ma ovviamente quando nacque intorno agli anni sessanta il termine ed il genere era usato principalmente per catalogare film a basso costo girati in tempi brevissimi, che trattavano temi erotici e di sesso.

Quindi dopo queste larghe premesse potete intuire che i nostri protagonisti trascorrono la loro storia e la loro vita all’interno del Golden Gai, nel circolo degli artisti dei film a basso costo erotici denominati pinku eiga.

In quest’opera il maestro del gekiga Kazuo Kamimura prende spunto dall’opera del regista Suzuki Norifumi: Rintaro Hibiki, regista di pellicole pinku eiga (film erotici softcore), è sedotto dalle donne che incontra nel “golden district” di Tokyo: una bella ragazza che sembra il ritratto giovanile di una famosa attrice dell’era del cinema muto; una regina di un club segreto dove ogni sera vanno in scena grandi nomi del mondo politico e degli affari.

Un incontro dopo l’altro, a metà tra il mondo reale e la dimensione onirica, Rintaro troverà ispirazione dalle storie e dai personaggi del Golden Gai, il quartiere ombra che si estende con i suoi duecento bar alle spalle di Shinjuku e che lo stesso Kamimura amava frequentare di notte, come insolito “studio” nel quale disegnare le sue tavole magnifiche e indimenticabili.

Questa è a grandi linee una storia dalle tinte davvero forti, oppresse, meravigliose, oniriche e surreali che passo dopo passo travolgeranno il lettore, che devastato, commosso e disgustato affronterà temi complessi e profondi ancora attuali che difficilmente potrà togliersi dalla testa una volta sfogliato tutto il volume.

La copertina ufficiale pubblicata dalla J-POP

Disegni, personaggi e scrittura

La struttura di Golden Gai – Le notti di Tokyo è molto semplice: tavole pulite e dirette raccontano una storia pregna di significato e spesso violenta, sia a livello fisico che mentale. Un viaggio introverso e psicologico che scava nella psiche umana che è turbata e spesso perversa, capace di arrivare a fare qualunque cosa pur di raggiungere un obiettivo, pur di sfogare un lato malvagio che da sempre, purtroppo, la caratterizza.

Tutto questo, noi lo vediamo e leggiamo attraverso gli occhi di Rintaro Hibiki, assistente alla regia di pellicole di stampo erotico che per via del budget ridotto e dei tempi stretti sfruttavano gli attori e sopratutto le donne, che venivano trattate come materiale di scena che doveva solo essere ripreso e girato senza alcuna dignità permessa (questo ovviamente all’interno del manga) con consenso forzato da parte delle attrici che pur di rimanere ed affermarsi in questo mondo si trovavano sempre pronte a fare di tutto, anche soddisfare le fantasie perverse di registi e produttori di alto calibro che caratterizzavano il mondo dei pinku eiga.

Le tavole sequenziali di Kamimura

Questo è il messaggio del manga, questa è l’essenza della nostra storia: senza pietà l’autore Noribumi Suzuki ci trascina in un mondo sporco e senza pudore, e ci sbatte in faccia la cattiveria dell’essere umano, la perfezione che per loro ha la massima espressione nelle pellicole erotiche, nella perversione che è espulsa fuori in maniera potente, diretta e mai impulsiva, sempre espressa al massimo; tutto senza vergogna.

L’espressività, la potenza diretta della scrittura delle tavole e la violenza psicologica e fisica, è rappresentata in maniera egregia da Kamimura, che con la sua semplicità ed il suo tratto delicato ed incisivo regala al lettore una visione espressa al massimo anche in maniera visiva (ovviamente) del Golden Gai (che all’epoca frequentava spesso) con tutti i suoi eccessi e tutti i suoi dialoghi che qui sono stati trasportati in maniera diretta, nudi e crudi, senza pietà; raccontati con un tratto autoriale ed espressivo trasmesso sui personaggi degno della storia dei manga, degno di Kazuo Kamimura.

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CONCLUSIONI: Golden Gai - Le notti di Tokyo mette a nudo un Giappone che non conosciamo, attraverso un racconto onirico e spesso violento, che scava nell'anima umana in maniera nuda e cruda, sbattendo in faccia al lettore tutta la perversione, l'egoismo e la violenza che è capace di contenere e scaricare sul prossimo.

VOTO FINALE: 8

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO: 28 ottobre 2020
  • SOGGETTO: Noribumi Suzuki
  • SCENEGGIATURA: Noribumi Suzuki
  • DISEGNI: Kazuo Kamimura
  • COLORI: Bianco e nero
  • CASA EDITRICE: J-POP
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