Cosa abbiamo giocato sul Game Pass a Maggio

Andrea Riccobelli 1 Giu 2024

Benvenuti in questa nuova rubrica mensile, Cosa abbiamo giocato sul Game Pass questo mese. In questo articolo andiamo a vedere i titoli provati, guarda un po’, nel mese appena passato. Tra un commento e un altro, andremo a costruire delle mini-recensioni di videogiochi presenti sul la piattaforma verdecrociata, siano essi al day one che prossimi alla rimozione. L’obiettivo è quello di descrivervi, tanto verticalmente quanto orizzontalmente, tutto ciò che passa sotto i nostri controller. Non faremo eccezioni. Proveremo ogni sorta di titolo, dal superfigo con grafica da urlo al più educato, timido e silenzioso titolo presente in libreria. Proveremo a fare una sorta di Guida al videogioco mensile, guidati dalla stagione, dalle uscite sul mercato e, bhe, anche dalla soggettiva voglia di provare un titolo. Sostanzialmente, giocheremo per il gusto di giocare e lo scriveremo con il gusto di condividere.

Indicandovi subito le scelte videoludiche, i titoli provati sono stati tre in questo mese: Planet of Lana; Hellblade II; Snow Runner. Fa da sé che -rispettivamente- siamo mossi dalla natura dei titoli, da quello indie al sensoriale e, quindi, al simulativo. Esordiamo -immediatamente- dicendo che i tre titoli, chi per un motivo chi per un altro, sono piaciuti. Ciò fa si che questo primo mese di maggio sia portatore, non solo dell’esordiente appuntamento della rubrica, ma anche di un livello di gradevolezza e sorpresa davvero elevato.
Ma basta con le chiacchere. Passiamo ai fatti.

Planet of Lana

Iniziamo subito con uno di quei titoli che sono la prova evidente, lampante e necessaria, che non si deve per forza giocare a RDR2 per rimanere soddisfatti: Planet of Lana. Un avventura 2D, a scorrimento laterale dove il gameplay si basa essenzialmente sul risolvere enigmi ambientali, godersi lo stile grafico meraviglioso e godersi un’avventura tranquilla e divertente.
Il titolo, sviluppato da Wishfully Studios e pubblicato da Thunderful Studios nel 2023, gode di un’ambientazione sci-fi, in un pianeta alieno dove una giovane ragazza si sta godendo le giornate con la sorella. Proprio da qui parte tutto l’arco narrativo, che si sviluppa rapidamente in un’invasione aliena di massa, dove degli spider robot -macchine di diverse dimensioni ma tendenzialmente con forme che richiamano i ragni- arrivano e rapiscono la popolazione locale. Qui, inizia la rincorsa della nostra protagonista Lana, desiderosa di ritrovare la sorella rapita. Insieme ad un simpatico gatto, Mui, Lana dovrà affrontare i diversi e tanti puzzle ambientali che ne ostacoleranno l’avanzata.

Il gaming è facile, intuitivo e veloce, sicuramente user friendly e in linea con la semplicità del titolo. A disposizione abbiamo dei movimenti base: camminare, correre, accucciarsi, saltare, far muovere il gatto, interagire e far interagire il gatto. Il grado di difficoltà maggiore, ma tra tante virgolette, è dato dal controllo dei robot volanti. I diversi puzzle, invece, non risultano sempre banali ma interessanti e, a tratti, anche sfidanti. Molti di questi richiedono l’intervento di Mui e della sua maggiore agilità, necessaria per raggiungere punti altrimenti impossibili da raggiungere. La regola numero uno è quella di non combattere per nessun motivo al mondo. Lana e Mui non sanno combattere, quindi ci troviamo di fronte ad un titolo dove si deve semplicemente andare avanti e non farsi scoprire.
Un gioco che appaga la vista, attraverso una grafica stilosa, dal carattere cartoonoso e meravigliosamente colorato. Semplice e con un richiamo fortemente nipponico dello Studio Ghibli, il titolo rappresenta con dolcezza quel viaggio appagante che connette il giocatore all’arco narrativo. Tale immersione viene resa possibile da una tenerezza che il videogame riesce a trasferire. Anche senza dialoghi -per lo meno esplicitamente comprensibili- il legame che si viene a formare tra Lana e Mui gode di un profondità sempre maggiore, con un’esplosione totale e massima nelle scene finali.

Snow Runner

Il titolo, simulativo di guida offroad, proposto da Saber Interactive e pubblicato da Focus Home Interactive, è il risultato di uno sviluppo davvero impressionante di fisica applicata ai veicoli. Impressionante è il termine giusto, perché -a tutti gli effetti- impressiona la pazienza che deve essere utilizzata per portare a termine anche un solo compito, (almeno me) il tempo che serve per fare anche solo 10 metri, la resa grafica e la fisica dietro al mondo di gioco. Non solo fine a se stesso, con missioni volte alla mera consegna di materiali, ma con un accenno di backstory, così da dare al giocatore un senso anche di “storia”.

Basti pensare al primo scenario di gioco: Michigan post alluvione, dove le principali arterie stradali sono interrotte e il manto stradale non è particolarmente facile. Tante, non troppe però, le vie alternative, spesso difficilmente percorribili, se non impossibili. Proprio questa struttura utilizzata permette al giocatore di intraprendere una strategia di percorrenza. La via breve o la via lunga? La scelta non sempre è banale e non poche volte mi sono ritrovato ad un retro front (ammetto che spesso ho recuperato il veicolo ripartendo dal garage). Obiettivamente, l’ambientazione viene resa in maniera
Gioco punitivo, si, ma non esageratamente. Il veicolo, se recuperato, torna al garage e gode di una riparazione totale e di un pieno di benzina, rendendo possibile un numero distinto di tentativi. Il garage è il punto di ritorno/partenza, nel quale possiamo modificare, potenziare, comprare e vendere i nostri veicoli. Tra camion di diversa categoria e fuoristrada veramente fighi, il bacino di veicoli utilizzabili è davvero enorme. Allo stesso modo, i potenziamenti a disposizione e le modifiche estetiche.
Un gioco che, a pensarci bene fa davvero tanto incaz****, ma che riesce a catturarci e farci giocare per ore senza rendercene conto. Ti credo, per consegnare due trochi di numero ci si impiegano 30 minuti.

Senua’s Sacrifice: Hellblade II

Che dire, il prodotto di Ninja Theory -pubblicato da Xbox Game Studios- la cui recensione la trovate QUI– è stato il Videogame Boom Mensile della rubrica per maggio. E te credo. Fatto sta che, riassumendo il più possibile quanto vissuto con Hellblade, l’esperienza regalataci è qualcosa che va oltre il normale concetto di videogame. Oltre perché non è un videogioco. Quindi partire con l’attesa di avere a che fare con un videogame è sbagliata già di suo. Come detto nella recensione totale, è un videogame cinematograficamente documentaristico. Perché tutta questa pomposità? Spieghiamolo.

Videogame: vabe fa da se che di base è un videogame. Meccaniche di gaming semplici, talmente semplici da rischiare di essere troppo banali. Proprio questo è quanto viene contestato, ossia una eccessiva banalizzazione del gameplay e un poco, anzi assente, miglioramento nelle dinamiche di gioco. Troppo uguali al titolo precedente, così come i puzzle ambientali, che rischiano di diventare un po’ banalotti. Personalmente, nel contesto totale di Hellblade tutte queste dinamiche -contrariamente da tanti- mi hanno convinto. Una scelta che ha portato ad un totale godimento della trama e delle caratteristiche tecniche, senza dover partorire qualcosa di complicato in ogni campo.

Cinematografico: è un film. È un maledetto, chiarissimo e avvolgente film. Proprio in questo lato del gioco possiamo inserire e commentare tutta la parte tecnica. Musiche e audio che definire strabilianti sarebbe un mero eufemismo, con un’avvolgente grafica che è il prodotto di uno sforzo tecnico elevato, con alle spalle mamma Microsoft. Le voci, i suoni e una colonna sonora coinvolgente accompagnano un linearismo dei “livelli” e delle scene degne di un ottimo film, con espressioni talmente realistiche da poterne cogliere il minimo cambiamento. Un ottimo film che può essere giocato anche solo camminando.

Documentario: l’attenzione con cui viene elaborata la psicosi di Senua, sottolineata dal video postato da Ninha Theory, salta subito all’occhio. Voci in ogni dove -che con le cuffie si possono sentire proprie- che fanno percepire le presenze psicotiche talmente vicine da far venire i brividi. L’obiettivo di descrivere quanto -almeno lontanamente- viene provato viene centrato, anche grazie al coinvolgimento, nello sviluppo del titolo di persone affette veramente da psicosi.

Concludiamo qui questa prima raccolta mensile di titoli provati sul Game Pass a maggio, che vuole semplicemente essere un insieme di mini recensioni-pareri dei titoli presemti sulla libreria verdecrociata.

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