Issunboshi – La Recensione

Le dimensioni non contano

“Non combattiamo per paura, lo facciamo nonostante la paura” Issunboshi è una delle più famosi storie del folklore giapponese, una storia tramandata da generaziona a generazione per insegnare che il coraggio non dipende dalla statura o una qualchè entita esteriore, ma da noi stessi… Sarà riuscito Ryan Lang ad inserire questa filosofia e questa morale all’interno della sua intrepretazione? Scopriamolo subito!

Trama

All’inizio dei tempi non vi era niente, solo nuvole, Cielo e Mare. Allora gli Dei usarono la leggendaria lama dell’Ame No Nuhoko per scuotere i mari, una volta finito rimase una sola goccia sulla lama che bastò per creare la prima isola: Onogoro Shima, e da questa si formarono ulteriori atolli fino a creare l’intero arcipelago del giappone e il resto del mondo. Tra gli dei c’era chi riteneva che fosse un potere troppo grosso quello della lancia e quindi decisero di separarla in 4 pezzi: l’asta andò in un albero fra molti alberi, l’impugnatura in fiore tra molti fiori e la lama persa in un sasso fra molti sassi… Lo spirito della lama invece vagò per anni senza trovare una forma appropiata per il proprio potere finchè non ci fu il sentore della minaccia dell’Oni, un grande mostro dalle sembianze di un orco che stava raccogliendo i pezzi dell’Ame No Nuhoko in giro per mondo, raccogliendo sempre più potere. Fu solo quando l’Oni ebbe recuperato l’asta che lo spirito trovò una forma appropiata in quella di un bambino… grande come un pollice! Infatti lo spirito vide una coppia di innamorati che pregava fino allo sfinimento per essere graziati con un bambino, lo desideravano così tanto che sarebbe andato bene loro anche uno piccolo quanto un pollice. Travolti dalla gioia la coppia gli diede il nome di “Issunboshi” ovvero: il samurai alto un pollice. Passano vari anni e osserviamo un Issunboshi cresciuto e dotato di prestazioni fisiche fuori da ogni parametro, in una sera sta parlando con i genitori del proprio futuro, altrove dal piccolo villaggio in cui vivono, quando all’improvviso vengono attaccati da un Tengu, un corvo malefico al servizio dell’Oni, che oltre a distruggere la casa in cui vivono scaglia via nella natura il nostro Issun, che si ritrova a dove affrontare un avventura tutta nuova per sconfiggere il malefico Oni.

Commento

L’autore ha debuttato nel mondo dei fumetti con quest’opera, dando vita alla nostra immaginazione con dei disegni spettacolari, che ricordano molto l’animazione della Disney ( dove ha lavorato ), e caratterizzati da una colorazione in bianco e nero per dare una sensazione di Manga dato che è una storia di origine giapponese (scelta intelligente e creativa!). Inoltre, si è reinventato la storia dandole un tocco personale, aggiungendo del fantasy qui e là dove serviva. Personalmente, nonostante le 200 pagine, ho trovato che la lettura, però, stesse andando troppo veloce e che quindi abbia perso molto della storia e della sua continuità, non facendoci vedere molto dell’avventura di Issunìboshi. Nonostante questa nota fredda, ho dato molta considerazione al fatto che Issunboshi è una storia lunga e complicata e quindi molto difficile da rappresentare. Un altro punto da considerare è il messaggio della storia a cui, anche se la trama procede a ritmi veloci, è stato attribuito un grande significato. Difatti, l’insegnamento di Issun sul coraggio viene protatto in maniera eccellente, costrunedolo capitolo per capitolo finché non raggiunge il picco del climax poco prima del finale.

La graphic novel la possiamo trovare in fumetteria e sul sito online di Edizioni BD al prezzo di 22.00€

Recensione di Elia Vangi

CONCLUSIONI: Raccomando molto questo fumetto per chi vuole una lettura veloce e dei disegni appassionanti pieni di avventura, fantasy e una completa romaticizazzione del folklore giapponese (anche se ne avrei voluto vedere di più), non male per un esordio fumettistico

VOTO FINALE: 8