Ubisoft propone la remastered di uno dei titoli più interessanti, a livello di gameplay, della sua scuderia Assassin’s Creed IV: Black Flag Resynced. Il titolo, uscito nel lontano 2013, rientra sicuramente tra i titoli più interessanti nel panorama degli Assassini, soprattutto grazie alla dinamica – riuscitissima – delle navi.
La trama di Assassin’s Creed IV: Black Flag Resynced la conosciamo bene, anzi benissimo. Parliamo del primo pirata della saga ad essere diventato consapevolmente un assassino. Ragazzo dinamico, egoista e ambizioso, Edward James Kenway abbandona la sua vita inglese per dedicarsi alla pirateria. Spostatosi nella zona caraibica, il neo-pirata riesce rapidamente a diventare capitano e trasformarsi, molto lentamente, in un assassino. Entrato tra le fila degli Assassini, riuscirà – tra un templare e l’altro – a raggiungere il famoso Osservatorio e uccidere il Gran Maestro Templare. Padre del Maestro Templare Haytham Kenway e nonno dell’assassino Ratonhnhaké:ton, riuscirà a trovare serenità in un’America coloniale ancora in via di fermento.
Ovviamente, in questa sede parleremo di quanto il titolo sia stato proposto al pubblico in maniera decente rispetto a quanto fatto tredici anni fa. Già all’epoca il ricordo di questo titolo era piacevole, soprattutto per quella che un tempo potesse essere definita una grafica da paura. Il gameplay divertente e ben calibrato, soprattutto dal punto di vista della gestione navale: consentiva di applicare la dinamica ormai affermata nei precedenti capitoli ma per via marittima. E questo, all’epoca – come oggi – riuscì alla grande. Infatti, il titolo risulta ancora molto divertente e abbattere navi, saccheggiarle e conquistare i forti sono tutte attività secondarie che riescono a mettersi in primo piano rispetto alle missioni principali.
Questo porta al metterci molto tempo per affrontare un viaggio, perché quando si vede una bella fregata in giro, la si deve abbattere. Tuttavia, se la sera siete stanchi e non volete impiegare un’ora solo per fare il tragitto da un estremo all’altro della mappa, esistono i viaggi rapidi.
Certamente di interesse sono i nuovi contenuti narrativi proposti sugli ufficiali, per esempio, che sono stati costruiti in modo interessante. Si inseriscono, infatti, in modo non fastidioso nella lore del gioco, garantendo – oltre a più ore – un maggiore intreccio di fatti.
Sulla dinamica navale, ben riuscita, interviene in modo brusco quella “terrestre”, riferendoci alle azioni all’IA dei soldati nemici. Ritenerla IA sarebbe un’offesa per le moderne Intelligenze Artificiali e ridurla a prompt di combattimento ripetitivi non sarebbe un errore. Anche persone scarse (come il sottoscritto) potrebbero abbattere decine di nemici per volta in maniera spesso poco sfidante. Effettivamente, forse sbagliando, speravo di vedere un miglioramento significativo da questo punto di vista. Ma stiamo pur sempre parlando di Ubisoft che fa una remastered.
Tra le cose che un videogiocatore non vorrebbe vedere, soprattutto in un titolo come questo, ci sono i bug. Attenzione: non mi riferisco ai soliti soldati che si incastrano in cielo o alle navi che sbattono contro le isole come faccio io la notte in una casa che non conosco. Sto parlando di bug che rovinano veramente l’esperienza. Per essere chiari, il titolo — nel 2013 — non presentava tutte queste problematiche, tra cui: in una missione in cui si doveva assaltare un vascello, una volta neutralizzati tutti gli avversari la nave nemica non era abbordabile. <<Vabbè>>, direte voi, << basta spegnere e riaccendere o riavviare>>. No. La fortuna ha voluto che il portare a termine un’attività secondaria mi consentisse di sbloccare la situazione, dopo diversi tentativi e decine di minuti di frustrazione.
A questo si aggiungono le decine di problemi che si incontrano spesso nei giochi Ubisoft. Insomma, anziché risolvere i problemi che c’erano all’epoca, ne hanno introdotti di nuovi e peggiori.
La valutazione fatta del titolo proposto non si riferisce tanto alla storia e al gameplay, per carità smussato, quanto più alla qualità della remastered in sé. Avevamo veramente bisogno di Assassin’s Creed IV: Black Flag Resynced? Forse si, perché un titolo come questo nel 2026 ha permesso sicuramente di far conoscere un titolo interessante a chi è giovane con una proposta grafica pazzesca. L’hanno fatto come speravamo? Più no che sì. Insomma, avere a disposizione una bomba come AC IV e lanciarla così poco lontano è un vero peccato.