Oggi parliamo delle nuove cuffie della Realme, le Buds Air8, un prodotto che punta a presentarsi sul mercato con un prezzo concorrenziale ma con una qualità in linea. Definite shallow in-ear, vogliono unire alla qualità audio e all’isolamento sonoro anche un certo livello di comfort.
Il prodotto, uscito contemporaneamente alla serie 16Pro, si presenta elegantemente con un case comodo, leggero e gradevole agli occhi. Ovviamente, non è questo l’elemento caratterizzante delle cuffiette, ma sicuramente non fa schifo avere un prodotto che si presenta bene e in modo molto essenziale: solo cavo e case. Certo, bisogna però dire, sì, il prodotto è molto elegante ma tende a trattenere facilmente polvere e a segnarsi con graffi. Le cuffie, in sé, sono molto comode per essere delle in-ear e permettono di godere di musica e altro per tempo prolungato senza avere alcun fastidio.
Parliamo, però, di elementi più caratterizzanti e interessanti della nostra prova. Riportiamo, in primis, la durata della batteria, la cui capacità non è stata riportata, se non attraverso la durata operativa dei dispositivi. Le 58 ore dichiarate di utilizzo con il case di ricarica sono un valore effettivamente raggiungibile e raggiunto. Usate in modo veramente intenso, le cuffie hanno resistito tranquillamente sulle 58-60 ore, permettendo anche di sfruttare le molte ore a disposizione post ricarica rapida. Effettivamente, la durata dei devices è notevole e permette di stare veramente tranquilli.
Passiamo alla componente, forse di maggiore interesse: la qualità audio. Tanto nella musica quanto nei film e in game, la qualità sonora è elevata e permette di godere di suoni chiari in ogni situazione. La qualità audio unita alla buona, non eccezionale, cancellazione del rumore ambientale permette di godere quasi ovunque dei suoni che dobbiamo sentire. Forse, la non eccezionale qualità nell’isolamento dal rumore potrebbe essere attribuita all’AI Active NC, sistema di IA adibito alla regolazione dinamica della cancellazione in base al rumore ambientale. Eccezionale, invece, la resa dei microfoni che permettono di parlare tranquillamente e senza urlare con i dispositivi.
I due elementi che sono un po’ una macchia in un più che buon prodotto sono la qualità dei comandi touch e dello stop automatico della riproduzione di qualsiasi brano. Le cuffie, infatti, hanno la possibilità di una gestione touch, passando dall’apertura di funzioni di traduzioni live o dell’assistente vocale alla semplice gestione dei brani musicali. Purtroppo, però, non sempre il feedback è sul pezzo: a volte, si deve ripetere il comando oppure vi è un’interpretazione errata dei tocchi. Più fastidioso, invece, è l’interruzione, abbastanza frequente, delle tracce quando si china la testa. Ora, o ho un collo particolarmente mobile tale da simulare il movimento di deposizione delle cuffie oppure c’è altro. Forse parliamo di una troppo bassa sensibilità di qualche sensore, magnetico o inerziale che sia.
Fatto sta che il prodotto è valido, di qualità e a un ottimo prezzo. Ciò lo rende sicuramente concorrenziale nel mercato– pieno di concorrenza – delle cuffie in-ear.