UN ELENCO DI MOTIVI PER CUI STRANGER THINGS È UN CAPOLAVORO – N-Files
Mi è piaciuto Stranger Things perché fa un po’ di paura e perché avrebbe fatto molta paura negli anni ottanta.
Mi è piaciuto Stranger Things perché ha qualcosa dei Goonies e durante la ricerca dell’amico scomparso sembra Stand by me.
Mi è piaciuto Stranger Things perché è ambientato negli ottanta in cui non c’erano: internet, telefonini, connessioni, web, terrorismo, e-book, e-mail, etc… Il Mondo era meno complesso e sembrava più autentico.
Mi è piaciuto Stranger Things perché ha nel cast due dei miei attori preferiti che erano quasi scomparsi e dimenticati. Winona Raider sempre belle e capace e Matthew Modine che, benché il suo nome e la sua carriera siano benedetti per essere stato il soldato Joker, aveva bisogna di una spolverata.
Mi è piaciuto Stranger Things perché adoro la fantascienza, non troppo scienza né troppo matematica, né troppo splatter e forzatamente ricca di effetti. Stranger Things è la giusta via di mezzo, fra contenuti, passione e mostri.
Mi è piaciuto Stranger Things perché è povera di scene d’amore, non ci sono nudi o amplessi e pochi baci; è ricca di passione e sentimento.
Mi è piaciuto Stranger Things perché il ragazzo di colore della banda degli amici sembra Data dei Goonies.
STRANGER THINGS È UNA SERIE DESTINATA A CAMBIARE IL FUTURO DELLE SERIE TV
Mi è piaciuto Stranger Things perché è avvincente e inquietante; benché sia ricco di “già visto” non è mai scontato, ma è sintetizzato in maniera originale e sensazionale. Addita forse la via da percorrere in futuro, segna il cammino che dovremmo prendere in tanti campi artistici: non copiare pedissequamente, ma assemblare la sovrapproduzione di questi ultimi trent’anni in nuovi contenuti originali. Chi cerca novità assolute e radicale innovazione, sfocia in sterili e noiosi prodotti, senza identità o con pose intellettualistiche dall’esito superficiale. Lo sviluppo di musica, arte, cinema, etc.. dovrà essere meno ispirato alla creazione (se esiste) di natura intuizionistica verticale (illuminazione), ma più di assemblaggio e analisi del Mondo orizzontale. Quindi osserviamo il resto del Mondo ora che possiamo e prendiamo spunto dalle miliardi di cose belle già diffuse nei moltissimi anfratti ora ispezionabili con il web.
Mi è piaciuto Stranger Things perché ha una colonna sonora anni ’80 e utilizza in modo centrale pezzi magici (Clash, Jefferson Airplane) e il suono in generale è utilizzato ad arte per creare suspense.
Mi è piaciuto Stranger Things perché dopo che l’ho visto, quasi tutto in un giorno, alla notte ho fatto degli incubi simili a quelli di un bambino terrorizzato.
Mi è piaciuto Stranger Things perché i personaggi solo molto da fiaba, il cattivo è cattivo e il buono è buono, senza però rinunciare alla descrizione psicologica; bene, molto bene.
Mi è piaciuto Stranger Things perché è originale e mai scontato.
Mi è piaciuto Stranger Things perché vorrei tornare indietro nel tempo per rivederlo da capo senza sapere nulla di ciò che racconta.
Mi è piaciuto Stranger Things perché potrei scrivere infiniti “Mi è piaciuto Stranger Things perché”.
Mi è piaciuto Stranger Things perché i bambini in bici ricordano E.T., perché il mostro ricorda “Il Labirinto del Fauno”, perché ha l’ambientazione di molti classic horror anni ’80 come “La Casa”, eppure mi sembra non aver visto nulla di così completo e soddisfacente e mai visto.
Mi è piaciuto Stranger Things perché l’idea degli universi paralleli non mi è mai piaciuta e ora invece sì.
Mi è piaciuto Stranger Things perché una storia sugli universi paralleli bella l’avevo già vista: The Mist.
Mi è piaciuto Stranger Things perché il mondo dei bambini e il mondo degli adulti è decisamente diviso e separato e caratterizzato da un senso comune differente: io sto con i bambini.
Mi è piaciuto Stranger Things perché la borghesia americana non viene attaccata con troppa e a volte forzata crudeltà.
Mi è piaciuto Stranger Things perché il capo della polizia è un buono “veramente cazzuto”.
Mi è piaciuto Stranger Things e se ha qualcuno non è piaciuto vuol dire che non capisce un cazzo e se lo vedo in giro gli spacco la faccia.
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