Thornbird è probabilmente uno dei libri più particolari scritti da Elle Kennedy. Chi si avvicina a questo romanzo aspettandosi il classico romance dell’autrice potrebbe rimanere spiazzato, perché questa volta il focus è tutto sul mistero, sui segreti e sulle conseguenze che il passato può avere sulla vita di una persona. Eppure, nonostante il cambio di genere, riesce comunque a mantenere quella capacità di creare personaggi coinvolgenti che ha sempre contraddistinto l’autrice.
La protagonista, Ryan Shipley, nata Gabrielle Thorn, si porta dietro un peso enorme: essere la figlia del serial killer Gabriel Thorn. Dopo anni passati a cercare di lasciarsi il passato alle spalle, torna a Starling, il luogo dove tutto è cominciato. Fin dalle prime pagine è facile comprendere il suo disagio. Ryan è una ragazza che vorrebbe soltanto vivere una vita normale, ma che continua a essere definita dalle azioni di qualcun altro. È proprio questo aspetto a rendere il suo personaggio così interessante: non è perfetta, spesso commette errori, si lascia guidare dalla paura e prende decisioni discutibili, ma proprio per questo risulta autentica. Uno degli aspetti migliori del romanzo è il modo in cui viene costruita la tensione. Starling è una cittadina dove tutti sembrano sapere qualcosa e nessuno dice mai tutto. I pettegolezzi, i sospetti e i ricordi di ciò che è successo anni prima sono ovunque, e l’atmosfera che si respira è quella tipica delle storie in cui il passato non è mai davvero sepolto. Più la trama va avanti, più diventa difficile capire di chi fidarsi.
Anche i personaggi secondari sono costruiti molto bene. Nessuno appare completamente trasparente e ognuno sembra avere qualcosa da nascondere. Questo contribuisce a mantenere vivo il mistero per tutta la durata del libro, perché ogni volta che emerge una nuova informazione vengono messe in discussione tutte le certezze costruite fino a quel momento. Un ruolo importante è affidato anche a Everett e Chase, che danno vita al lato più romantico della storia. Il love triangle è presente, ma non risulta mai eccessivo o invadente. Al contrario, si inserisce in modo naturale all’interno della trama e aiuta a mostrare lati diversi della personalità di Ryan. Everett è probabilmente il personaggio che trasmette maggiore sicurezza e stabilità. Ha un modo di rapportarsi a Ryan che mette subito a proprio agio e spesso rappresenta uno dei pochi punti fermi in mezzo al caos che la circonda. Chase, invece, è più complicato da inquadrare. Ha un carattere più impulsivo, crea più tensione e porta nella storia una dinamica diversa, fatta di attrazione, dubbi e continui interrogativi. La cosa più riuscita è che nessuno dei due viene idealizzato: entrambi hanno difetti, fragilità e momenti in cui fanno arrabbiare tanto quanto riescono a conquistare.
La presenza di Gabriel Thorn aleggia costantemente sulla storia anche quando non compare direttamente. Ogni scelta di Ryan, ogni paura e ogni sospetto sembrano nascere dall’ombra che quest’uomo continua a proiettare sulla vita della figlia e dell’intera comunità. È uno di quei personaggi che si fanno sentire anche senza essere realmente presenti e che finiscono per influenzare ogni singolo evento del romanzo. Dal punto di vista del ritmo, la storia parte in maniera piuttosto tranquilla. Le prime pagine servono soprattutto a costruire il contesto e a far conoscere i personaggi, ma una volta che il mistero entra davvero nel vivo diventa difficile interrompere la lettura. Tra nuovi indizi, segreti di famiglia, sospetti e rivelazioni, il romanzo riesce a mantenere alta la curiosità fino alla fine. È il classico libro che porta continuamente a formulare teorie per poi smontarle qualche capitolo dopo.
Molto interessante anche il modo in cui viene affrontato il tema del true crime. Attraverso la storia di Ryan emerge chiaramente quanto i casi criminali possano trasformarsi in una forma di intrattenimento per il pubblico, dimenticando però le persone reali che devono conviverci ogni giorno. È una riflessione che rende il romanzo ancora più attuale e che aggiunge profondità a una trama già molto coinvolgente. Il finale riesce a mantenere la tensione fino alle ultime pagine e regala più di un colpo di scena. Alcune rivelazioni possono essere intuite dai lettori più attenti, ma altre arrivano nel momento giusto e riescono a sorprendere senza sembrare forzate.