Masquerade – La Recensione
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Masquerade – La Recensione

Sara Battaglia Settembre 22, 2026 4 min read

La trilogia Masquerade di Dayane Bears è stata una lettura che ho trovato molto più intensa di quanto mi aspettassi. È una storia costruita su segreti, identità nascoste, attrazione, ossessione e rapporti complicati, con un’atmosfera sempre piuttosto cupa e una protagonista che, volume dopo volume, cambia molto. Al centro di tutto c’è Janet Wisteria Rion, che conosciamo nel primo volume, Diamanti grezzi, quando torna a Berkeley dopo sette anni trascorsi a Parigi. Era partita per allontanarsi da un passato che non era mai riuscita davvero a superare e soprattutto da Masquerade, l’uomo dal volto nascosto dietro una maschera che aveva segnato profondamente la sua vita. Ora Janet è adulta, ha costruito una carriera come insegnante al Berkeley College ed è sul punto di sposarsi, ma basta pochissimo perché tutto quello che credeva sepolto torni a galla.  Il primo libro mi è piaciuto soprattutto per il mistero. Masquerade è una presenza costante, anche quando non è fisicamente presente, e il dubbio sulla sua identità accompagna praticamente tutta la lettura. È una storia che vive molto di tensione e di domande, e proprio per questo riesce a creare curiosità. Janet è un personaggio fragile e allo stesso tempo determinato, ma non sempre facile da capire. In alcuni momenti mi ha fatta innervosire, soprattutto per certe decisioni, però credo che faccia parte del suo percorso. È una donna che cerca continuamente di convincersi di avere il controllo, quando in realtà basta poco perché il passato torni a destabilizzarla.

Con Cigno nero, secondo volume, la storia si complica ancora di più. Janet stringe un accordo con Caiden LaRouge: accompagnarlo a un ballo di beneficenza in cambio di qualcosa che per lei vale moltissimo, cioè la possibilità di avvicinarsi alla verità sull’identità di Masquerade. Da quel momento Caiden smette di essere semplicemente un personaggio secondario e diventa una presenza molto più importante, fino a inserirsi sempre di più nella vita di Janet.  Il rapporto con Caiden è uno degli aspetti che ho trovato più interessanti della trilogia, proprio perché si crea un contrasto continuo tra ciò che Janet prova per lui e quello che continua a legarla a Masquerade. Da una parte c’è qualcosa di più concreto, dall’altra un’ossessione che dura da anni e che sembra impossibile da spezzare. Il secondo volume, per me, è quello in cui la storia prende davvero forma. I personaggi iniziano a scoprirsi maggiormente, molti equilibri cambiano e le dinamiche diventano più tese. Anche il confine tra sentimento, possesso e ossessione si fa sempre più sottile, e proprio questa ambiguità rende la lettura molto coinvolgente.

Lacrime di cristallo, invece, è il volume più legato alle conseguenze di tutto ciò che è successo prima. Janet è nuovamente a Parigi e cerca di ricostruire la propria vita, ma Masquerade non ha mai smesso davvero di seguirla. La differenza è che, a questo punto, entrambi sono cambiati. Janet non è più la ragazza vulnerabile dei primi anni e lui stesso sembra arrivato a un momento in cui nascondersi non è più sufficiente.  Questo terzo libro ha un tono diverso dagli altri due. È meno concentrato sulla scoperta e più sul perdono, sulla possibilità di ricostruire qualcosa dopo bugie, perdite e ferite molto profonde. Mi è piaciuto vedere Janet più consapevole e meno disposta a lasciarsi travolgere dagli eventi, anche se alcune dinamiche rimangono volutamente molto tormentate. Una cosa che ho apprezzato della trilogia è proprio l’evoluzione della protagonista. Janet non resta ferma al punto da cui parte: cambia, sbaglia, prende decisioni discutibili e spesso si fa guidare dalle emozioni, ma cresce. Anche il rapporto con Masquerade si trasforma molto, passando dall’ossessione a qualcosa di più complesso e difficile da definire. La scrittura di Dayane Bears è molto scorrevole e punta tanto sulle emozioni, sui dialoghi e sulla tensione tra i personaggi. Non è una trilogia particolarmente leggera nei temi, ma si legge velocemente e riesce a mantenere abbastanza alta la curiosità, soprattutto grazie ai segreti e alle rivelazioni progressive.