Mai più Spider-Noir, addio Nicholas Cage
È di poche ore fa la notizia che ha spiazzato i fan dell’Uomo Ragno: Prime Video ha deciso di non rinnovare Spider-Noir, la serie con Nicolas Cage ambientata in una versione alternativa, più buia e oscura dell’universo di Spider-Man. Dopo una sola stagione, il progetto si ferma. Una decisione sorprendente, soprattutto considerando l’accoglienza ricevuta dalla serie: Spider-Noir ha ottenuto recensioni generalmente positive e ben 11 nomination agli Emmy, diventando la produzione Prime Video con più candidature dell’anno. Eppure, non ci sarà una seconda stagione. A rendere la decisione ancora più sorprendente sono i numeri: Spider-Noir vanta infatti il 92% di approvazione della critica e il 90% del pubblico su Rotten Tomatoes. La serie rappresentava inoltre il primo progetto live-action nato dall’accordo tra Sony Pictures Television e Amazon MGM Studios per sviluppare nuove storie legate ai personaggi dell’universo di Spider-Man. La cancellazione arriva inoltre a pochi giorni dalla cerimonia degli Emmy: con 11 nomination, Spider-Noir è la produzione Prime Video più nominata dell’anno. Una conclusione che arriva quindi proprio nel momento in cui la serie stava ricevendo uno dei maggiori riconoscimenti possibili nel mondo televisivo.
L’ultima moda: cancellare serie (gradite) dopo una stagione
Ma quello di Spider-Noir non è un caso isolato. Negli ultimi anni il pubblico si è sempre più abituato a vedere serie televisive interrompersi dopo appena una stagione, anche quando riescono a costruirsi una fanbase o a ottenere un’accoglienza particolarmente positiva. E gli esempi non mancano, soprattutto nel mondo dei fumetti e dei supereroi.
Il caso Wonder Man

Una delle ultime è stata, in casa Marvel, Wonder Man, distribuita su Disney+, serie che molti fan hanno considerato tra le migliori produzioni Marvel degli ultimi tempi, con un 91% di gradimento della critica su Rotten Tomatoes e l’87% del pubblico. A rendere ancora più sorprendente la vicenda è che Disney+ aveva rinnovato la serie per una seconda stagione nel marzo 2026, salvo poi fare marcia indietro appena quattro mesi dopo, cancellandola definitivamente. Come se non bastasse, il protagonista Yahya Abdul-Mateen II ha ricevuto una nomination agli Emmy per il ruolo di Simon Williams. Un caso che dimostra quanto, oggi, nemmeno un buon consenso della critica e un riconoscimento importante sembrino essere sufficienti a garantire il futuro di una serie.
Se persino una serie che viene rinnovata può essere cancellata pochi mesi dopo, che cosa significa oggi “avere successo” nel mondo dello streaming?
La risposta potrebbe essere semplice: non basta essere apprezzati. Nell’era dello streaming bisogna essere abbastanza redditizi rispetto a quanto si è costati.
E ve lo ricordate il caso di Mindhunter?

E ve lo ricordate il caso di Mindhunter, il crime drama ideato da Joe Penhall e prodotto da David Fincher? La serie, acclamata dalla critica e diventata negli anni un vero cult tra gli appassionati del genere, si è fermata dopo la seconda stagione, lasciando il pubblico senza un vero seguito. Il problema, ancora una volta, sarebbe stato soprattutto economico. Fincher ha spiegato che Mindhunter era una produzione molto costosa e che, nonostante avesse un pubblico particolarmente appassionato, i numeri non erano sufficienti a giustificare l’investimento necessario per una terza stagione. La serie è quindi rimasta in sospeso, mentre il cast è stato liberato dai propri contratti.
Mai più affezionarsi?
A questo punto viene quasi da chiedersi se valga ancora la pena affezionarsi a una serie. Se le produzioni nascono, conquistano il pubblico e spesso non hanno nemmeno il tempo di svilupparsi davvero prima di essere interrotte, il rischio è che lo spettatore finisca per guardare una nuova storia con una domanda sempre in testa: quanto durerà? Forse è questa la vera conseguenza dell’era dello streaming: non soltanto il pubblico sceglie cosa guardare, ma deve anche imparare a convivere con la possibilità che quella storia possa finire prima ancora di aver avuto il tempo di raccontarsi fino in fondo.
E allora, parafrasando proprio il nostro Spider-Man: mai più affezionarsi?
