Intervista a Martina Vivolo: Founder di Pixie Shop

21 Lug 2026

Dietro ogni piccolo brand c’è una storia che merita di essere raccontata. Nel caso di Pixie Shop, non si tratta soltanto di accessori per e-reader e articoli personalizzati, ma di un progetto nato da una passione autentica per la lettura, la creatività e la personalizzazione. Quella che era iniziata come un’esigenza personale si è trasformata nel tempo in una realtà capace di conquistare una comunità di lettori sempre più ampia. Abbiamo intervistato Martina Vivolo, fondatrice di Pixie Shop, per scoprire come è nato il suo percorso imprenditoriale, cosa si cela dietro ogni creazione e quali sono le sfide e le soddisfazioni che accompagnano ogni giorno chi sceglie di trasformare un sogno in realtà.

Come è nata l’idea di creare Pixie Shop? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che volevi trasformare questa passione in un progetto?

Pixie è stata una rinascita personale dopo un momento difficile, è stata la luce in fondo al tunnel che ho trovato nel mio processo di guarigione. Avevo bisogno di prendere in mano le redini della mia vita, di mettermi in gioco e iniziare finalmente a fare ciò che mi rendeva felice, così un giorno ho sentito proprio l’impulso di mettere le basi per costruire qualcosa di mio.

Prima di aprire lo shop, che rapporto avevi con il mondo degli e-reader e della personalizzazione?

6 mesi prima della decisione di aprire Pixie, avevo ripreso a leggere assiduamente come da ragazzina. A un certo punto ho deciso che era ora di risparmiare comprando un Kindle (mai raccontata bugia più grande a me stessa dato che continuo a compraare cartacei ahah). Da lì a un paio di mesi è nato tutto. Ho sempre personalizzato ogni cosa, mi è sempre piaciuto rendere determinati oggetti “miei” e quel Kindle così spoglio mi metteva un po’ tristezza. Mi son detta: “perché non aggiungere un po’ di colore?” e da lì una cosa ha tirato l’altra. Perché non dare la stessa possibilità agli altri?

Qual è stata la prima creazione che hai venduto e come hai vissuto il tuo primo ordine?

Le prime creazioni vendute sono state un inserto, un pop grip e un segnalibro. Il primo ordine è stata emozione pura: ero così euforica che me lo ricordo ancora vividamente! Quando esordisci ti senti così piccolo in un mondo così grande e l’idea che qualcuno inizi a credere in te è elettrizzante e gratificante.

Quando progetti un nuovo prodotto, da dare parti: da un’idea, da un’esigenza dei clienti o da un’ispirazione estetica?

Posso rispondere: tutte e tre? La creatività è qualcosa che non puoi controllare, arriva quando meno te l’aspetti e le fonti possono essere sia esterne che interne: un commento, una foto, qualcosa che vedi in giro o un pensiero random che fai. Il segreto è saper ascoltare gli altri e se stessi (e soprattutto avere sempre dietro qualcosa per appuntarselo: quando l’idea arriva è esplosiva e cerco sempre di segnarla “a caldo”). Chiaramente mi piace molto ascoltare le esigenze dei clienti e accontentarli quando possibile.

Puoi raccontarci cosa succede dietro le quinte, dalla nascita di un’idea fino al prodotto finito che arriva nelle mani di chi acquista?

Quando arriva l’idea, la prima cosa da fare è cercare il materiale adatto e migliore, scegliere eventuali schemi colore e design e immaginare cosa piacerebbe di più al pubblico. Dietro le quinte ci sono tante prove e tentativi per arrivare a un prodotto finale soddisfacente, oltretutto cerco sempre di provarli in prima persona per capire l’effettiva durabilità del prodotto e per poter dare più informazioni possibili, anche pratiche, quando il cliente lo richiede.

Hai mai avuto un’idea che sembrava perfetta sulla carta ma che poi non ha funzionato come immaginavi? Cosa hai imparato da quell’esperienza?

Sì, mi è successo. All’inizio le emozioni negative prendevano il sopravvento perché è a tutti gli effetti un fallimento, ma poi ho imparato a capire che i fallimenti fanno parte del processo ed è giusto che accadano per capire cosa piace al pubblico. Ho deciso di vedere il bicchiere mezzo pieno e trarne vantaggio. Se qualcosa non va, avanti alla prossima idea!

Che rapporto hai con le persone che acquistano da te? Ci sono storie, messaggi o feedback che ti sono rimasti particolarmente nel cuore?

Sì, ci sono diversi messaggi di incoraggiamento e/o apprezzamento che porto sempre nel cuore. Le persone sanno sorprenderti e sono letteralmente il carburante di tutto questo. Un commento, un messaggio, una nota in un ordine… l’affetto e la gentilezza hanno il potere di cambiare le sorti di una giornata e migliorarla completamente e per questo sono sempre molto grata.

Quanto conta la community nel tuo lavoro quotidiano? Ti capita di coinvolgere i follower nelle decisioni o nelle nuove uscite?

La community conta molto per me, Pixie esiste grazie a chi mi segue, quindi ci tengo a rendere le persone partecipi e chiedere loro qualche feedback su eventuali design o nuovi prodotti.

Come riesci a conciliare il lato creativo con quello imprenditoriale, fatto di organizzazione, spedizioni e gestione dello shop?

Dandomi tempo e spazio. Quando intraprendi un percorso del genere sei consapevole del carico di lavoro che ti aspetta, ma viverlo è chiaramente tutta un’altra storia. Ho dovuto imparare ad essere paziente e ascoltare me stessa. Piano piano impari a creare il tuo personale ordine mentale e di svolgimento delle mansioni. E’ come fare parte di una catena di montaggio: ogni passaggio è importante e determinante per il successivo. Devi dividere la tua prospettiva e tenere sempre a mente che sei tu padrone di te stesso. Non è stato facile conciliare tutto ma piano piano si impara ogni cosa.

Se potessi realizzare una collaborazione da sogno, con quale brand, illustratore o autore ti piacerebbe lavorare?

Il mio sogno più grande e assoluto è quello di lavorare con Chloe Walsh. La sua saga Boys Of Tommen è la mia preferita, quindi sarebbe un grande onore per me realizzare qualcosa a tema in collaborazione con lei, che stimo profondamente. Un grande sogno nel cassetto, lo ammetto.

L’esperienza di Martina dimostra che dietro ogni progetto di successo non ci sono soltanto idee e prodotti, ma coraggio, perseveranza e tanta passione. Pixie Shop è l’esempio di come una semplice esigenza personale possa trasformarsi in una realtà capace di coinvolgere e ispirare una comunità sempre più ampia. Ringraziamo Martina Vivolo per aver condiviso con noi la sua storia, il suo percorso e i retroscena del suo lavoro creativo. Non ci resta che seguire i prossimi capitoli di questa avventura e scoprire quali nuove idee prenderanno forma nel mondo di Pixie Shop.


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