DAREDEVIL N.5 – Recensione

L'ARTE DELL'INGANNO

5 Nov 2016

Non è certo un momento facile per il Diavolo custode di Hell’s Kitchen! Nello scorso numero abbiamo assistito al ritorno in scena della temibile Elektra, e la sconvolgente dichiarazione finale non ha certo lasciato indifferente il nostro Matt; la rivelazione che l’assassina abbia una figlia è di sicuro un colpo duro da digerire, soprattutto sapendo il legame che per lungo tempo ha unito Matt e Elektra. Ma anche nella run de Il settimo cerchio Daredevil non è tranquillo, costretto a proteggere un detestabile criminale dalla furia vendicativa di Frank Castle, il feroce Punitore!


DAREDEVIL DEVE FARE I CONTI CON LA SCONCERTANTE RIVELAZIONE DI ELEKTRA, PRIMA DI CONTINUARE LA SUA SFIDA CON IL PUNITORE, MENTRE GLI EROI IN VENDITA AFFRONTANO BLACK MARIAH E WHITE JENNIE


Proprio con la seconda parte di  Elektric Connection inizia questo albo, con un Matt stupefatto che ancora sta cercando di accettare la maternità di Elektra, e con l’interrogativo che più lo attanaglia: sono io il padre? Ancora più incomprensibile è il perchè la spietata killer sia convinta che ci sia Daredevil dietro al sparizione della sua Iona, un mistero a cui Daredevil vuole trovare una soluzione.

Soule impegna il nostro Matt con una situazione che è anche figlia delle sue scelte. L’aver voluto privare i suoi amici più cari della conoscenza della propria identità (salvo per l’ex socio Franklyn Foggy Nelson) crea questa situazione, visto che nemmeno Elektra ricorda che Daredevil e Matt Murdock siano la stessa persona. Questo consente di mettere inizialmente in contrasto, o fa si che Elektra si stupisca di come Daredevil non riesca a vedere un filmato su uno smartphone. La visione di Daredevil di Soule è una dimensione di sofferenza, di dura realtà, che si accompagna bene all’anima tormentata che da sempre si associa al protagonista; la trama non risparmia nulla a Matt, lo mette a dura prova nei confronti del suo protetto Blindspot con le parole di Linda Carter, le accuse di Foggy sulle sue scelte (sembra che più segreti hai, più le cose si complichino) e infine il suo rapporto con Elektra, con l’ennesimo colpo di scena a fine storia che sembra lanciare il nostro Matt in un nuovo nuovo percorso di colpa e espiazione.

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Tutto questo viene reso al meglio dal tratto del nostro Matteo Buffagni, che riesce a dare alle tavole una visione netta, precisa, con il giusto apporto di adrenalina nei combattimenti e pathos nei momenti più emotivi; spettacolare la realizzazione del racconto di Elektra del suo passato, un piccolo mosaico che in due pagine racchiude un’intensità disarmante, mostrando perfettamente le due anime della donna, con dei semplici gesti da donna comune alternati a quelli della spietata assassina. Milla mette il suo tocco con le colorazioni, quell’uso quasi al risparmio della tavola cromatica che ha il potere di aumentare l’intensità delle tavole di Buffangi; se nei combattimenti notturni una palette scura viene creata perfettamente, è il contrasto con le tonalità chiare del giorno che scandisce il ritmo della storia, lasciando che il vero protagonista sia il rosso dei dettagli tipici dei personaggi (l’abbigliamento di Elektra, la doppia D e i bastoni di Daredevil).

Ogni elemento in Elektric Connection concorre nel rendere il lettore spettatore coinvolto delle vicende di Matt!

Tocca al duo Power Man e Iron Fist con la loro I ragazzi sono tornati spezzare il ritmo serio e duro delle storie di Daredevil. Il tono più leggero e divertente della run di Walker è spettacolare, ha il carattere di un sit-com ben ragionata, con interventi comici piazzati al momento giusto, senza strafare, con delle battute che si adattano perfettamente a due amici di vecchia data. Il ritmo viene ripreso alla perfezione dal tratto di Greene, capace di dotare i propri personaggi di espressioni divertenti e sempre e comunque in linea con l’attimo, specchio fedele della situazione. In questo viene aiutato dai colori di Lee Loughridge, che sono vivaci, a volte fin esagerati nei contrasti cromatici ma che si adattano alla perfezione al tono della trama. E Cage e Rand ne hanno di problemi da affrontare!

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In conclusione di albo la penultima parte de Il settimo cerchio, la run in cui Daredevil e il Punitore sono nuovamente contrapposti. Il tono torna ad essere serio, come impone lo stile di Soule, che mette a confronto le diverse ideologie di Matt e Frank, il senso di giustizia di Murdock contro la giustizia ad ogni costo di Castle; in mezzo, Blindspot, che sembra avere una certa comprensione per i metodi del Punitore, aumentando il senso di responsabilità di Matt nel dare al giovane una giusta inquadratura morale (Qui. Adesso. Potrebbe essere il mio momento più importante come insegnante). Anche Murdock vacilla a volte nelle sue convinzioni, ma il fare la cosa giusta è il tratto distintivo del personaggio e in tutte le azioni che vediamo nel tratto realistico e preciso di Kudranski, arricchito dai colori scuri di Chalampidis, perfetti per il tono violento della run.

CONCLUSIONI: l numero di novembre di Daredevil continua ad offrire un'ottima rappresentazione del personaggio, nei suoi tratti essenziali e, in alcuni casi, anche accentuati, quasi si volesse forzare la mano sulla vita già complicata di Matt Murdock. Il primo dicembre il sesto numero della collana mette Matt in condizione di incontrare Spider-man, gli Eroi in Vendita dovranno affrontare la strana creatura in cui si è tramuta l'infida Jennie e il Punitore concluderò la sua collaborazione con Daredevil!

VOTO FINALE: 7

SCHEDA FUMETTO

  • DATA RILASCIO: 03.09.2016
  • SOGGETTO: Charles Soule, David Walker,Charles Soule
  • SCENEGGIATURA: Charles Soule, David Walker,Charles Soule
  • DISEGNI: Matteo Buffagni, Sanford Green, Szymon Kudransky
  • COLORI: Matt Milla, ,Lee Loughridge, Jim Charalmapidis
  • CASA EDITRICE: Marvel/ Panini Comics
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