Cosa abbiamo giocato a Gennaio

Emozioni datate di inizio anno

17 Feb 2025

Cosa abbiamo giocato a Gennaio

Benvenuti nel 2025 con la rubrichetta dei titoli provati su NerdGate. Se l’anno scorso era prettamente orientata sul GamePass, quest’anno abbiamo deciso di raccogliere le esperienze con le diverse piattaforme a disposizione: Xbox Series X; Playstation 5; SteamDeck. Proveremo, quindi, a trasmettervi le emozioni che i titoli a disposizione ci hanno trasmesso, trasmettono e trasmetteranno. Cercherò, per quanto possibile, di riassumere l’emozione in un voto finale. In questo articolo proveremo a descrivervi quanto regalatoci da: Star Wars Outlaws (PS5); A Plague Tale Requiem (Xbox GamePass).

Vi trovate su NerdGate e state leggendo Cosa abbiamo giocato a Gennaio, una rubrica dove descrivo quanto mi è stato trasmesso dai titoli – non per forza nuovi – provati nel mese.

Iniziamo in ordine di elenco: Star Wars Outlaws, giocato su Playstation 5, si comporta molto bene, nonostante le tante critiche mossegli contro. Il prodotto Ubisoft, tanto demonizzato, è un viaggio tra i pianeti dell’universo Lucasiano. Nei panni di Kay Vess, ci ritroveremo in una fallimentare rapina che terminerà con il furto di un’astronave unica: la Trailblazer. Schiantatosi su una luna fitta di vegetazione – Toshare – la protagonista approfitterà della situazione per avviare un nuovo inizio. La trama, che si svilupperà in maniera più approfondita nel corso del gioco, è ottimamente costruita ed inserita nell’universo di Lucas. Collocata tra L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, la trama è stata costruita in collaborazione con Lucas Games e ciò è chiaramente visibile. Teniamo in considerazione la qualità delle trame degli ultimi titoli Ubisoft, qui ci troviamo in un lavoro ottimo e che risulta generalmente ben costruito.

Il gameplay ci allontana dal concetto di jedi e spade laser, regalandoci un’immersione in un universo di pistole bluster. Questo coraggio viene immediatamente apprezzato perché ci regala uno spunto originale su un universo ormai più che consolidato. Già da qui, contrariamente a tanti, il titolo regala bellissime emozioni, giostrando la storia tra un pianeta ed un altro. Proprio per questo, le mille critiche mosse non sono accettabili e mi sembrano gratuite(ma mi pare ovvio che meriti delle critiche però manco a far così). Le Corporazioni hanno un ruolo determinante nel mondo di Kay e i loro perenni contrasti richiedono attente valutazioni nello svolgimento delle missioni secondarie. Abbiamo quattro cartelli nel mondo di gioco: Clan Ashiga; Alba Cremesi; Cartello degli Hutt; Sindacato Pyke. Raggiungere un target di una delle quattro fazioni, potrebbe voler dire scontentare pesantemente una delle altre.

Proprio questa lente d’ingrandimento sul sottoinsieme del mondo criminale rende molto apprezzabile il sistema di reputazione tra le parti. Diventare ricercati da una fazione può voler dire stare molto in campana sull’attraversamento di determinate zone. Questo connubio di decisioni, tra gameplay e – soprattutto – trama, il titolo riesce ad appassionare un amante della serie in cerca di originalità. Un tocco che, ad oggi, nessun film è riuscito a dare veramente. Il prodotto videoludico è un’ottima scelta: esplorare un sottomondo sfiorato dalla serie è buono come inserirsi in un contesto dove la componente cinematografica ha evidenze mancanze. Ma perché, allora, il titolo non ha conquistato veramente il pubblico? La risposta, approfondita nell’articolo de In Poche Parole, è sicuramente il risultato di una politica che ha portato alla nomenclatura Gioco alla Ubisoft. Tuttavia, il titolo è un buon compromesso tra gioco alla Ubisoft e innovazione, seppur limitata.

Voto emozione: 7

Dulcis in fundo, su GamePass – nel quale ogni settimana ritroviamo titoli sempre nuovi – A Plague Tale: Requiem. Il titolo è il sequel di A Plague Tale: Innocence, già un ottimo titolo con ottime componenti sia tecniche che narrative. Nel più recente prodotto, sviluppato da Asobo Studio e pubblicato da Focus Entertainment nel 2022, ho vissuto tra le emozioni più profonde che un gioco mi potesse regalare.

Viene approfondito il rapporto tra Amicia e Hugo de Rune, due fratelli legati da un destino indissolubile. Se nel viaggio iniziale il loro rapporto già mi convinse, la crescita che hanno vissuto in Requiem è stato impressionante. Questo amore fraterno diventa portatore dell’amore materno e si pone in forte contrasto con la Macula, fardello portato da Hugo, il piccolino dei due. Come action-adventure con forti componenti stealth, il titolo ci immerge in un capolavoro tecnico, narrativo e di gameplay. Anche se, quest’ultimo non è particolarmente fantasioso, risulta particolarmente divertente e avvolgente.

La volontà di salvare Hugo richiede ad Amicia di sviluppare una forte consapevolezza del suo ruolo e dell’importanza che ricopre. Il viaggio che si pone davanti ai fratelli diventa un mezzo per introdurre nuove località con un altissima qualità visiva. Se non ho pianto per Innocence, l’ho ampiamente fatto per Requiem. Il finale – a tratti criticato dal pubblico per la sua pesantezza – risulta essere, finalmente, un colpo di scena originale, crudo e non fedele ai format user friendly. La perdita drammatica di Hugo, dopo un viaggio insieme in cui il rapporto fraterno è sempre stato preponderante e presente, è stato un colpo al cuore.

Voto emozione: 9


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