The Love Hypothesis – Il teorema dell’amore: La recensione
È finalmente disponibile su Prime Video The Love Hypothesis – Il teorema dell’amore, l’adattamento cinematografico dell’omonimo bestseller di Ali Hazelwood pubblicato nel 2021. Un film che parte dai cliché della rom-com, ma prova ad andare oltre, raccontando anche il mondo della ricerca, le ambizioni di una giovane donna e il rapporto tra vita privata e carriera. Portare sullo schermo un romanzo amato da milioni di lettori non è mai semplice, soprattutto quando si tratta di una romance diventata negli anni un vero e proprio fenomeno. Con The Love Hypothesis – Il teorema dell’amore, però, la sfida sembra essere stata affrontata con particolare attenzione. Diretto da Claire Scanlon e interpretato da Lili Reinhart e Tom Bateman, il film è a mio parere uno degli adattamenti da libro a film meglio riusciti degli ultimi anni.

La trama di The Love Hypothesis
Olive Smith è una brillante dottoranda a Stanford, completamente concentrata sulla propria carriera nella ricerca scientifica. Quando la sua migliore amica Anh si innamora di Jeremy, Olive decide di convincerla di aver ormai superato la propria cotta per lui e, in un momento completamente impulsivo, bacia il primo uomo che le capita davanti. Il problema? Quell’uomo è Adam Carlsen, un professore tanto brillante quanto temuto all’interno dell’università. Da quel momento nasce un accordo di fake dating: una relazione finta che, come prevedibile, diventa progressivamente sempre più difficile da distinguere da quella reale.
Non è soltanto una commedia romantica
Un adattamento che rispetta davvero il romanzoLa prima cosa che colpisce è quanto il film riesca a mantenere alcuni degli elementi che hanno reso il libro così popolare. Il fake dating rimane il motore principale della storia, così come il rapporto tra Olive e Adam, ma non viene sacrificato tutto ciò che esiste intorno alla loro relazione. L’ambiente universitario, la ricerca e le difficoltà legate alla carriera di Olive continuano ad avere un peso importante nella narrazione. Ed è proprio questo, secondo me, uno dei punti di forza dell’adattamento: The Love Hypothesis non cerca di diventare una romance cinematografica generica. Mantiene quella componente scientifica che rende il romanzo di Hazelwood immediatamente riconoscibile.
Olive Smith: una protagonista imperfetta, e proprio per questo riuscita
Un altro elemento che ho apprezzato particolarmente è Olive.Non è la classica protagonista perfetta che sembra uscita da una pubblicità: è intelligente e ambiziosa, ma anche goffa, impulsiva, ironica e piena di insicurezze.Soprattutto, il film non sente il bisogno di trasformare il suo corpo o il suo rapporto con il cibo in un ostacolo da superare.Olive mangia quello che vuole e il suo corpo non viene presentato come qualcosa che debba essere corretto prima che lei possa sentirsi desiderabile o vivere una relazione. Non è necessario che dimagrisca, che cambi aspetto o che impari ad accettarsi per poter essere la protagonista di una storia d’amore. È una scelta che può sembrare piccola, ma che ho trovato particolarmente positiva: Olive può essere contemporaneamente una scienziata brillante, una donna ambiziosa, una persona ironica e una ragazza che vive serenamente il proprio rapporto con il cibo e con il corpo.

La curiosa connessione con Star Wars
C’è poi una curiosità che rende la storia di The Love Hypothesis ancora più particolare. Prima di diventare il romanzo che conosciamo oggi, la storia nasce infatti come una fanfiction Reylo, ovvero una storia ispirata alla relazione tra Rey e Kylo Ren di Star Wars. Ali Hazelwood aveva scritto quella prima versione all’interno del fandom e, successivamente, il progetto è stato trasformato in una romance originale con nuovi personaggi e una nuova ambientazione. Questo significa che Olive e Adam non sono semplicemente Rey e Kylo Ren con nomi diversi: il romanzo pubblicato è diventato una storia completamente autonoma. Ma conoscere questa origine permette di guardare alcuni aspetti della dinamica tra i due protagonisti con occhi diversi.
E sì, c’è il capitolo 16
Se avete letto The Love Hypothesis, probabilmente non avete bisogno di ulteriori spiegazioni. Il capitolo 16 è diventato uno dei passaggi più conosciuti e attesi del romanzo e, inevitabilmente, era anche uno dei momenti che i lettori aspettavano maggiormente di vedere sullo schermo. La stessa regista Claire Scanlon ha raccontato di aver saputo fin dall’inizio che quella scena avrebbe dovuto essere adattata e che la vera difficoltà sarebbe stata trasformare una sequenza molto lunga e ricca di pensieri e dialoghi interiori in qualcosa che funzionasse davanti a una macchina da presa. Senza entrare negli spoiler, posso solo dire che il film non ha deciso di ignorare il capitolo 16. E per chi arriva dal libro, questo è probabilmente uno dei momenti in cui ci si rende conto che l’adattamento ha davvero cercato di dare ai lettori quello che stavano aspettando.
