Marathon è il nuovo sparatutto sci-fi di Bungie, pubblicato da Sony Interactive Entertainment. Uno studio che negli anni ha costruito una reputazione quasi leggendaria nel mondo degli FPS grazie a serie come Halo e Destiny 2. Con questo titolo, Bungie, torna a mettere mano a una delle sue proprietà storiche, reinterpretando in chiave moderna l’universo di Marathon e trasformandolo in un extraction-shooter votato alla sopravvivenza in ambienti ostili ed altamente tecnologici.
La premessa narrativa, pur non essendo il fulcro dell’esperienza, riesce comunque a dare un background affascinante all’azione. I giocatori vestono i panni dei Runner, mercenari ciber-sintetici inviati sul pianeta Tau Ceti IV alla ricerca di risorse, tecnologia e misteriosi artefatti lasciati da una civiltà scomparsa. Il mondo è irto di pericoli e carico di segreti. Ogni spedizione diventa una corsa contro il tempo e contro gli altri giocatori per recuperare il bottino e riuscire a fuggire vivi. Non si tratta quindi di una narrativa lineare, ma di una lore che si costruisce missione dopo missione, attraverso ambientazione, dettagli visivi e frammenti di storia disseminati nel mondo di gioco.
Marathon arriva in un momento particolare per Bungie. Dopo anni di dominio nel panorama dei live service, la parabola di Destiny 2 ha iniziato a mostrare evidenti segni di stanchezza, complice una longevità forse eccessiva. Il lancio di Marathon è stato inizialmente accompagnato da una vera e propria shitstorm, tra dubbi sulla direzione del progetto e timori da parte della community. Eppure, una volta superata la tempesta iniziale, il gioco si presenta come un potenziale nuovo pilastro per Bungie, un titolo che potrebbe segnare un nuovo checkpoint per lo studio a patto di riuscire a ritagliarsi la propria fetta di mercato in un panorama gia saturato dall’ormai celebre Arc Riders.
Dal punto di vista tecnico, Marathon dimostra immediatamente l’immenso valore del team di sviluppo. Il gameplay è pulito, reattivo e incredibilmente preciso, qualità che da sempre rappresentano uno dei marchi di fabbrica di Bungie. Le sparatorie sono fluide e appaganti, con armi che restituiscono un senso di peso e impatto raramente raggiunto da altri shooter moderni. Ciliegina sulla torta, il comparto grafico, che si difende alla grande: gli scenari futuristici di Tau Ceti IV sono mozzafiato, caratterizzati da un’estetica cyberpunk brillante e quasi psichedelica che riesce a darsi un tono nel panorama degli sparatutto contemporanei.
Non è tutto oro quel che luccica però. Menu ed HUD risultano spesso molto confusionari e molto poco intuitivi, con scelte stilistiche che finiscono per sacrificare la leggibilità in favore di un’estetica che non riesce a compensare. Si tratta di un difetto piuttosto incisivo, soprattutto nelle prime ore di gioco, quando orientarsi tra inventari, equipaggiamento e informazioni di missione può risultare frustrante. Fortunatamente, una volta superato questo scoglio iniziale e presa familiarità con il sistema, l’esperienza diventa decisamente più scorrevole e il gioco riesce a mostrare tutte le sue qualità.
Al netto di queste imperfezioni, Marathon rimane un titolo estremamente godibile. La tensione delle missioni di estrazione, l’eccellente gunplay e l’identità visiva forte contribuiscono a creare un’esperienza coinvolgente e competitiva, capace di tenere incollati allo schermo partita dopo partita.