E se una semplice strada si trasformasse in una trappola senza via d’uscita? È da questa premessa inquietante che prende vita It Ends, il film horror diretto da Alex Ullom, in arrivo nelle sale italiane il 28 ottobre 2026 con I Wonder Pictures. Dopo averlo visto in anteprima, ecco la mia recensione di un’opera che gioca con l’assurdo, la paura dell’ignoto e il senso di smarrimento, ma che non sempre riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore.
La trama
Quella che dovrebbe essere una semplice serata tra amici si trasforma presto in un incubo. James, Day, Fisher e Tyler, quattro giovani che si ritrovano dopo un periodo di lontananza, partono per un viaggio in macchina, desiderosi di trascorrere insieme un’ultima notte prima che le loro strade si dividano. Durante il tragitto, però, finiscono su una strada isolata immersa nel bosco, apparentemente priva di una fine. Ogni tentativo di tornare indietro sembra inutile, mentre figure misteriose iniziano a emergere dall’oscurità e una serie di fenomeni inspiegabili mette in discussione ogni certezza. Costretti a proseguire il loro viaggio, i protagonisti dovranno confrontarsi con una realtà sempre più surreale, cercando di capire se esista davvero una via di fuga o se siano destinati a rimanere intrappolati per sempre.

Dietro le quinte di It Ends: l’idea originale e il significato del viaggio
Uno degli aspetti più interessanti di It Ends riguarda proprio la sua origine. In un’intervista, il regista ha raccontato che l’idea è nata anche da un’esperienza personale legata alla difficile transizione verso l’età adulta. Durante un periodo complicato della sua vita, una discussione apparentemente insignificante con un amico, su chi vincerebbe in uno scontro tra un gorilla e un orso grizzly, lo aveva aiutato a sentirsi nuovamente coinvolto nel presente. Da quella conversazione è nata l’idea di dare valore ai dibattiti assurdi che si creano tra amici. Questo spunto si ritrova nel film attraverso le domande ipotetiche che i protagonisti si pongono durante il viaggio. Tra queste, una particolarmente memorabile mette gli amici davanti a una scelta improbabile: diecimila ratti, cinquanta falchi, cinque gorilla e un uomo armato, decidendo quali due scegliere come alleati e quali due come nemici. Quello che sembra soltanto un gioco diventa così un elemento caratteristico del film e un modo per raccontare i rapporti tra i personaggi. Per Ullom, queste discussioni hanno anche un significato più profondo: in un mondo in cui non sempre esistono risposte certe, confrontarsi e condividere le proprie opinioni può diventare un modo per sentirsi meno soli. Un’altra chiave di lettura è quella della strada come metafora della vita. I protagonisti si trovano in una fase di passaggio, quella che segue la fine degli studi e precede l’ingresso nell’età adulta. Il futuro dovrebbe rappresentare una destinazione da raggiungere, ma il percorso si trasforma in un’esperienza senza indicazioni né certezze. Anche la realizzazione del film ha una storia particolare: It Ends è il primo lungometraggio di Ullom, che si è occupato della regia, della sceneggiatura e del montaggio. Il progetto è passato dal circuito festivaliero a una distribuzione digitale limitata attraverso il Letterboxd Video Store nel dicembre 2025, prima di ottenere una distribuzione cinematografica da parte di NEON negli Stati Uniti.

Le premesse di It Ends mi avevano incuriosita parecchio. L’idea di un gruppo di amici intrappolati su una strada apparentemente infinita, in un luogo in cui le regole della realtà sembrano non funzionare più, mi sembrava particolarmente interessante. Mi aspettavo un film capace di costruire una tensione crescente, alimentare interrogativi e sorprendere lo spettatore. Purtroppo, però, la visione non ha soddisfatto le mie aspettative. Ho trovato il film piuttosto monotono, lento e, in diversi momenti, un po’ piatto. La situazione iniziale avrebbe potuto offrire numerose possibilità narrative, ma personalmente ho avuto la sensazione che non venissero sfruttate fino in fondo. Avrei voluto sentire maggiormente il peso della situazione sui protagonisti, essere coinvolta più profondamente nel mistero e percepire una tensione capace di crescere man mano che la storia procede. Invece, il ritmo e lo sviluppo della vicenda non sono riusciti a conquistarmi come speravo. Anche il finale, senza entrare in dettagli che potrebbero rovinare la visione, mi ha lasciata delusa. Mi aspettavo una conclusione più incisiva, capace di dare maggiore forza all’intera esperienza e di valorizzare l’idea da cui il film prende vita. In conclusione, It Ends è un film che parte da un’idea intrigante, ma che, almeno per me, non riesce a svilupparla in modo altrettanto convincente.
