Intervista a Jenna G. Banks

Ironica, diretta e senza paura di addentrarsi nelle sfumature più oscure delle emozioni e delle relazioni: Jenna G. Banks ci porta dietro le quinte della trilogia Priceless, raccontandoci come sono nati i suoi personaggi, quali strade inattese hanno preso durante la scrittura e che cosa significa per lei dare vita a una storia.

Come è nata lidea della trilogia Priceless e qual è stata la scintilla che ti ha portata a dare vita a questa storia e ai suoi protagonisti?

Come spesso accade, le storie nascono da una qualche forma di “what if”, ed è questo anche il caso di Lea, dato che è nata prima lei nella ma testa, rispetto a Priceless. Eravamo in pieno lockdown e stavo guidando per andare al lavoro. Lungo la strada praticamente deserta mi sono fatta la domanda che un po’ tutti, almeno una volta in quei mesi, ci siamo fatti: “perché vado a lavorare se ho due piedi da fotografare?”. Lea è l’evoluzione un po’ più complessa di quel pensiero ironico ma non troppo. Spero nessuno si aspettasse qualcosa di più profondo. Mi sa che non sono la persona giusta, sorry.

I personaggi di Priceless hanno personalità molto forti e complesse. Come hai lavorato alla loro costruzione? Avevi fin dallinizio unidea precisa di chi sarebbero diventati oppure alcuni aspetti del loro carattere sono emersi durante la scrittura?

Per Lea avevo le idee piuttosto chiare, e nel complesso le ho mantenute. La volevo forte abbastanza da poter scegliere con chi mostrarsi fragile. E Lea sceglie bene. Trevor, in origine, lo volevo un po’ più cattivo, e più a lungo nel ruolo di villain. Ma si è innamorato già nel primo volume. Non fanno più i bad boys di una volta. Andrej è il personaggio secondario che più mi ha stupita. Avevo bisogno di un mentore per Trevor, ma si è sviluppato diventando molto di più. Come ammette Trevor stesso, Andrej è il suo secondo cervello, dato che il primo gli si inceppa spesso, soprattutto davanti a Lea. Poi abbiamo Denis. Il suo destino era segnato fin da pagina uno. Sapevo esattamente che ruolo avrebbe avuto, chi era, cosa voleva, come era arrivato lì e quale sarebbe stato il suo ruolo nella trama. È stato il mio “soldato” più fedele. Oserei dire che lo sviluppo dell’intero intreccio gira intorno a lui più che intorno ai protagonisti.

Nel corso di una trilogia c’è molto spazio perché i personaggi cambino ed evolvano. C’è unpersonaggio di Priceless che ti ha sorpresa particolarmente per il modo in cui è cresciuto rispetto a come lo avevi immaginato allinizio?

Senza dubbio Andrej. Il ragazzone doveva essere poco più di una comparsa. Ma è la comparsa che più di tutte lascia il segno. Parla poco, ma quando lo fa modifica tutti gli equilibri della storia. Non è un semplice braccio destro, né un mentore. È un portatore di soluzioni razionali nonostante preferisca le scazzottate.

Priceless appartiene al dark romance, un genere che racconta spesso di relazioni intense,personaggi imperfetti e dinamiche emotive complesse. Qual è stato per te laspetto piùinteressante da esplorare e quale, invece, il più tosto da affrontare durante la scrittura?

Priceless nasce da wattpad, in una comfort zone in cui il pubblico legge gratis ed è libero di abbandonare la storia quando vuole. Questo mi ha fatta sempre sentire al sicuro nella stesura. Nessuno spreca tempo a lasciare commenti sprezzanti sulla storia: l’abbandona e passa ad altro, se proprio non piace. Raramente sulla piattaforma qualcuno sputa sentenze, proprio perché c’è la consapevolezza che non siamo professionisti e anzi, siamo lì proprio per raccogliere pareri che possano aiutarci a migliorare. Tutta questa libertà d’espressione mi ha consentito di scrivere un dark romance vero e proprio, privo di censure. A volte ero davvero curiosa di scoprire come avrebbero reagito le lettrici e i lettori ai capitoli, e in realtà la parte più interessante è stata proprio questa: constatare che il pubblico è pronto, consapevole, informato e soprattutto curioso. Da parte del pubblico “puro”, ovvero quello che legge senza farne una professione o uno strumento di divulgazione per gli altri, ci sono molti meno pregiudizi e molta più voglia di esplorare. La difficoltà principale nella stesura è stata limitata allo scioglimento della trama nella parte finale: il tirare i fili e far sì che tutti gli indizi avessero un posto e un significato. Qualcosa di puramente strutturale.

Quanto contano per te le fonti dispirazione esterne quando scrivi? Musica, cinema e letteratura entrano in qualche modo nel tuo processo creativo? C’è un film, una serie, una canzone o un libro che ha accompagnato in modo particolare la nascita di Priceless?

Sono fermamente convinta che le fonti d’ispirazione esterne siano fondamentali, che siamo influenzati direttamente o indirettamente da tutto nel processo di scrittura: film, libri, musica e qualunque forma di creatività o arte che ci circonda impattano in qualche misura il risultato. In Priceless ne diverse fonti, dagli Avengers a J-Ax. Senz’altro ce e sono molte altre, molto più inconsce ma non meno importanti.

Com’è il tuo processo creativo? Prima di iniziare un nuovo romanzo pianifichi la trama elevoluzione dei personaggi nei dettagli oppure preferisci partire da alcuni punti fermi e lasciare che sia la storia a indicarti la direzione durante la scrittura?

Ogni storia ha un processo diverso, nel mio caso. Per Priceless sono partita dal personaggio di Lea, ho stabilito le sue caratteristiche e l’ambiente in cui si sarebbe mossa. I plot twist e persino l’intreccio sono arrivati dopo e per una buona metà si sono sviluppati seriamente in corso di stesura. Sono quella che in gergo viene definita un’autrice giardiniera: inizio piantando un seme e vedo se e come germoglia. Ho provato a essere un’autrice architetto, di quelle che prima pianificano tutto nei dettagli per essere certe che il progetto stia in piedi prima di gettare le fondamenta. Ma il risultato è che mi sono annoiata a morte. 

Quando hai capito che la scrittura sarebbe diventata qualcosa di più di una semplice passione? E, al di là della pubblicazione e del rapporto con il pubblico, che cosa rappresenta oggi per te scrivere?

La scrittura è ancora solo una passione, ma è tutto tranne che semplice. Io e la scrittura portiamo avanti da molti anni una indissolubile relazione tossica. Siamo due red flag ostinate. Non ci lasceremo mai anche se forse sarebbe meglio farlo per recuperare un po’ di sanità mentale. Comunque ormai è troppo tardi, il nostro forbidden love è eterno e tanti saluti alle scelte ponderate. 

Ogni autore finisce inevitabilmente per lasciare qualcosa di sé nelle proprie storie. Quanto c’è di Jenna nei personaggi, nelle emozioni o nei temi che attraversano la trilogia Priceless?

Verissimo, in ogni storia c’è molto dell’autore o autrice, ma molti ancora confondono la morale del personaggio con quella di chi l’ha creato. È un confine sottilissimo, sul quale tra l’altro non mi preoccupo di stare in equilibrio. Scrivo. Spesso lo faccio con tanta rabbia addosso. La conseguenza può essere una storia cruda e affilata. Ma concordo con Lea, quando dice che “non c’è niente di male, a sanguinare un po’”.

Che rapporto hai costruito con i tuoi lettori? C’è stata una loro reazione, un messaggio ouninterpretazione di Priceless che ti ha colpita o sorpresa particolarmente? Cosa speri che i lettori si portino dentro dopo aver concluso la trilogia?

Senza lettori, Jenna non esiste. Non ci sono reazioni che mi sorprendono più di altre, vivo ancora sorprendendomi di suscitare reazioni. Dopo aver letto la trilogia, mi basta sperare che si portino qualcosa dentro. Non sono nella posizione di scegliere cosa conta di più, basta che conti qualcosa per chi l’ha letta.

Ora che i lettori hanno conosciuto il mondo e i personaggi di Priceless, guardando al futuro quali sono i tuoi obiettivi come autrice? Ci sono nuovi progetti, personaggi o magari generi diversi dal dark romance che ti piacerebbe esplorare?

Ho un solo obiettivo come autrice: continuare a esserlo. Arrivare sugli scaffali non è assolutamente scontato, tornarci con nuove storie è un privilegio. Ho nuovi progetti, uno dei quali in corso su wattpad, e un altro che sta germogliando molto lentamente nel PC. Al momento sono ancora in ambito dark romance ma tutti con sfumature diverse: dopo il financial crime di Priceless, ho virato al military animalista con Disturbia. Per la storia successiva, dal titolo provvisorio Unholy, ho intenzioni a cavallo tra il gotico e il creepy. Per gli arcobaleni e gli unicorni, mi sa che tocca aspettare la prossima vita.

Tra personaggi capaci di sorprendere persino chi li ha creati, storie che germogliano senza seguire necessariamente un progetto prestabilito e un rapporto con la scrittura definito dalla stessa Jenna come un eterno “forbidden love”, questa intervista ci ha permesso di conoscere più da vicino non soltanto il mondo di Priceless, ma anche l’autrice che gli ha dato vita. Ringraziamo di cuore Jenna G. Banks per aver condiviso con noi il suo percorso, le sue ispirazioni e il suo modo di vivere la scrittura, e soprattutto per aver risposto alle nostre domande con grande disponibilità, sincerità e ironia. Non possiamo che augurarle di raggiungere il suo obiettivo più importante: continuare a essere un’autrice e tornare ancora molte volte sugli scaffali con nuove storie, nuovi personaggi e, conoscendola un po’ meglio dopo questa intervista, probabilmente pochissimi arcobaleni e unicorni.