Crime 101 – La strada del crimine, diretto da Bart Layton e con attore protagonista Chris Hemsworth, è uscito il 12 febbraio 2026 e ci porta all’interno di una storia dinamica, paradossalmente gentile e particolarmente spigolosa.
Distribuita da Eagle Pictures, la pellicola presenta una trama non troppo complessa ma nemmeno troppo banale.
Un ladro gentiluomo, quasi un Lupin occidentale e biondo, che lungo questa strada statale, appunto la 101, mette a segno svariati colpi. Chirurgico e mai violento, James – Chris Hemsworth – diventa il pallino di uno dei detective di Los Angeles, Lou – Mark Ruffalo. La rincorsa a guardia e ladro ha la funzione di core dell’azione e fa da spalla alla backstory del protagonista che emerge solo a spezzoni ma che risulta chiara senza troppe spiegazioni.
Al grandissimo cast presente, la cui performance risona prepotentemente, si contrappongono i grandi silenzi di James. Proprio questi, insieme a varie informazioni flash permettono di costruire una backstory piuttosto cupa, tanto più se contestualizzata su un bambino. Il regista crea un personaggio problematico, meticoloso e ambizioso, tre attributi che vengono messi in crisi da un incontro inaspettatamente non programmabile.
Le figure principali nella storia sono diverse e tutte ben si accostano tra loro in questo noir moderno. Un cast di grande livello interpreta personaggi problematici, chi per motivi personali chi per condizioni esterne, riportando chiaramente la cupezza che aleggia intorno alla trama. Parliamo di Halle Berry, Mark Ruffalo, Barry Keoghan, Nick Nolte e Monica Barbaro. Tutti interpretanti ruoli fon
damentali. Ecco, una caratteristica che salta all’occhio con questo film è l’essere riusciti a dare un ruolo fondamentale ad ognuno di loro. Per quanto tautologico, non è scontato trovare una ripartizione così bilanciata non tanto nelle apparizioni quanto nel peso della trama.
Certo, non è un film perfetto. Se veniamo accompagnati da ottime interpretazioni e da una trama che, fin da subito, viene ben delineata, la sensazione è quella di uno scarso approfondimento di alcune tematiche. Il film, infatti, lascia la sensazione di fermarsi in superficie, forse perché la sua struttura non consente un reale approfondimento.
Non rimane impressa la colonna sonora, forse un po’ anonima e poco descrittiva nelle varie situazioni. Al contrario, rimangono ben impresse le diverse citazioni, dirette e indirette, fatte alla cinematografia di Michael Mann, a volte calate quasi a caso, a volte attraverso una costruzione visiva chiaramente derivante dal noir.