Ci sono libri che partono come una storia d’amore e poi, pagina dopo pagina, diventano qualcosa di molto più complicato. Black Butterfly. L’anno della farfalla nera di L.F. Koraline è proprio uno di questi. Pubblicato da Newton Compton Editori, il romanzo mescola romance, mistero e suspense, costruendo una storia in cui l’attrazione tra i protagonisti si intreccia continuamente con segreti, paure e soprattutto con il peso di un passato difficile da dimenticare.
All’inizio conosciamo Nora Van Dassel e Brad Seller, la coppia più popolare della Silver Lake School. Sono quei due ragazzi che, visti dall’esterno, sembrano avere tutto: popolarità, sicurezza e una relazione che tutti considerano destinata a durare. Questo equilibrio, però, viene completamente sconvolto dall’arrivo di Zed Wayner. Zed si trasferisce a casa di Brad ed è praticamente il suo opposto: è taciturno, schivo, arrabbiato con il mondo e cerca in ogni modo di non attirare l’attenzione. Proprio questo suo atteggiamento finisce per incuriosire Nora, che sente immediatamente il bisogno di capire cosa si nasconda dietro quella distanza. Ed è qui che la storia comincia davvero a diventare interessante. Zed non è semplicemente il classico ragazzo misterioso che non vuole parlare del proprio passato. Il suo cognome porta con sé qualcosa di terribile: suo padre è Ted Wayner, il famigerato serial killer delle farfalle. Zed vive quindi con addosso una colpa che in realtà non gli appartiene, ma che inevitabilmente condiziona il modo in cui gli altri lo vedono e soprattutto il modo in cui lui vede se stesso. È forse questo uno degli aspetti più riusciti del romanzo, perché dietro alla storia sentimentale c’è anche una domanda abbastanza importante: quanto può pesare su una persona qualcosa che non ha scelto?
Nora, invece di allontanarsi, è sempre più attratta da lui. Tra i due nasce così un rapporto intenso e proibito, anche perché Nora sta con Brad. La loro relazione non è semplice né tranquilla e, proprio per questo, diventa il centro emotivo del libro. L.F. Koraline costruisce la tensione facendo avvicinare e allontanare continuamente i personaggi, lasciando la sensazione che da un momento all’altro possa succedere qualcosa capace di cambiare completamente la situazione. Personalmente, la parte che trovo più coinvolgente di Black Butterfly è proprio il mistero che circonda Zed. Sapere fin dall’inizio chi sia suo padre porta inevitabilmente a guardarlo con sospetto, ma andando avanti si capisce quanto sia ingiusto giudicare un figlio per i crimini commessi dal padre. Zed appare duro e quasi inavvicinabile, ma questa corazza nasconde un personaggio molto più fragile e tormentato di quanto sembri. Nora, al contrario, è spinta soprattutto dalla curiosità e dal desiderio di andare oltre ciò che tutti vedono. Il romanzo diventa ancora più teso quando il segreto di Zed viene scoperto e in città iniziano a verificarsi strani avvenimenti. Da quel momento non c’è più soltanto da capire che cosa succederà tra Nora, Zed e Brad: entra in gioco anche il dubbio su ciò che sta realmente accadendo e sul legame tra il presente e il passato della famiglia Wayner. La componente romantica e quella più vicina al thriller finiscono così per alimentarsi a vicenda, rendendo la lettura scorrevole e spingendo a continuare per scoprire cosa ci sia dietro tutti quei misteri.