Con la sua trilogia Danvers Mysteries, Valerie Root ha accompagnato i lettori in una storia fatta di misteri, emozioni, segreti di famiglia e personaggi che, pagina dopo pagina, hanno saputo lasciare il segno. Ambientata in una cittadina avvolta da un’atmosfera enigmatica e ricca di sfumature, la saga ha conquistato un pubblico sempre più ampio, che ha seguito con affetto il percorso di Cassie e Alex fino alla conclusione della loro storia. Dietro ogni romanzo, però, si nasconde un lungo lavoro di scrittura, riscrittura, idee che prendono forma e personaggi che spesso sorprendono persino chi li ha creati. Per questo abbiamo voluto incontrare Valerie Root e parlare con lei del suo percorso come autrice, della nascita di Danvers Mysteries e delle sfide affrontate durante la costruzione di una trilogia così articolata.
In questa intervista Valerie ci racconta il suo rapporto con la scrittura, il legame speciale con i suoi lettori, i momenti che ricorda con più affetto e i progetti che stanno prendendo forma per il futuro. Un’occasione per scoprire qualcosa in più non solo sull’autrice, ma anche sulla persona che, con passione e dedizione, ha dato vita al mondo di Danvers e alle storie che tanti lettori hanno imparato ad amare.
1. Come è nata l’idea di Danvers Mysteries e qual è stata la scintilla che ha dato vita alla storia di Cassie e Alex?
Credo sia nata un pezzettino alla volta. Ho sempre scritto e ho sempre amato immaginare avventure per i miei protagonisti. Cassie e Alex sono arrivati in un momento in cui mi annoiavo tra i banchi di scuola e da quel momento non ho mai smesso di sognare finché non ho avuto la prima parte della trama in testa. Da quel momento ho iniziato a scrivere e, soprattutto a riscrivere, finché pian piano gli indizi non andavano a sommarsi dando vita a un mistero che io in primis da autrice volevo svelare.
2. Danvers è molto più di una semplice ambientazione: sembra quasi un personaggio della saga. Come hai lavorato alla costruzione di questa città e dei suoi misteri?
Sono da sempre una grande appassionata di Gialli e ricordo che da piccola ero affascinata dal ruolo della brughiera ne Il mastino dei Baskerville di Arthur C. Doyle. Credo di aver cercato riportare nel mio testo le sensazioni che avvertivo leggendo quelle pagine e spero di esserci riuscita seppur in minima parte.
3. Cassie e Alex sono due protagonisti molto diversi tra loro. Durante la scrittura, quale dei due ti ha sorpresa di più nel modo in cui è cresciuto e ha preso forma pagina dopo pagina?
Penso di essere cresciuta con loro quindi è difficile dire chi mi abbia sorpreso di più. Forse Alex, perché l’evoluzione di Cassie era ben già definita nella mia testa. Sapevo a grandi linee quali sfide avrebbe affrontato e dove sarebbe inciampata. Non mi aspettavo invece che Alex avrebbe fatto un lavoro simile su sé stesso. Lo vedevo “già arrivato” e solo dopo essere andata più in profondità mi sono resa conto che c’era un abisso sotto ciò che mostrava agli altri.
4. La trilogia combina mystery, romance e segreti di famiglia. Qual è stato l’aspetto più difficile da bilanciare durante la scrittura?
Sicuramente ricordarsi di chiudere ogni indizio. Durante la stesura univo indizi reali ad altre briciole di pane che non sapevo se mi sarebbero state utili o meno. Ho cercato di dare un senso a tutto, anche ai depistaggi, e, dopo tre libri, collegare i dettagli della fine di Imus con l’inizio di Igni mi spaventava. Devo dire, però, che è stato più semplice del previsto e sono stata molto fortunata perché la mia editor aveva fatto un lavoro certosino appuntandosi ogni dettaglio per assicurarsi che tutto filasse liscio. Vedere come tutto acquisiva senso credo sia stata una delle parti più entusiasmanti dell’editing.
5. Ora che la storia è conclusa, c’è una scena, un capitolo o un momento della trilogia che consideri particolarmente significativo o che ti è rimasto nel cuore?
Sono affezionata ai piccoli momenti. Probabilmente alcuni così sciocchi che molti lettori neanche ricorderanno. Ho amato quando Alex e Cassie si sporcano con il ketchup sul divano di casa Parker perché è la prima volta in cui entrambi abbassano le difese. Poi ancora il momento in cui Alex pensa di dover stare lontano da Cassie ma cede e si prende qualche minuto per abbracciarla, quando sono entrambi nella casa di Providence. Infine, amo il capitolo extra di Imus perché credo che chiuda il cerchio di tutta la storia ed ero molto emozionata mentre lo scrivevo.
6. Quando hai capito che la scrittura sarebbe stata una parte importante della tua vita? C’è stato un momento preciso in cui hai deciso di trasformare questa passione in un percorso professionale?
Non so vivere senza scrittura. Che sia solo per me, su wattpad o su KDP, credo che non smetterò mai di sognare nuove avventure. Quando ho pubblicato Igni su wattpad non mi aspettavo che altre persone potessero sentire le stesse emozioni che ho provato io scrivendolo. È stata una bella sorpresa e la scelta di pubblicare il romanzo su Amazon è dettato proprio dalla spinta delle mie lettrici. Volevamo la storia in cartaceo e da lì non mi sono più fermata.
7. Com’è il tuo processo creativo? Prima di iniziare un nuovo romanzo pianifichi tutto nei dettagli oppure lasci che la storia e i personaggi si sviluppino durante la scrittura?
Di solito mi definisco un mero scribacchino proprio perché la mia pianificazione rasenta lo zero e i miei personaggi riescono sempre a incasinare l’unica idea di fondo che avevo. Anche adesso, sto scrivendo una storia che doveva essere leggera e divertente. Inutile dire che sta uscendo tutto il contrario. Bisogna mettere in conto che si riscriverà molto, ma devo dire che per me questo metodo funziona perché l’obiettivo è stupire me stessa, oltre che i lettori.
8. Ogni autore lascia inevitabilmente qualcosa di sé nei propri libri. Quanto c’è di Valerie Root nei personaggi, nelle emozioni e nei temi affrontati in Danvers Mysteries?
Credo che ci sia un po’ di Valeria ovunque. Nel primo libro forse più che negli altri perché credo sia stata una sorta di terapia per me. Scrivevo e, un po’ come Cassie, imparavo a dare un nome alle emozioni che provavo. Per il resto, non direi di essere simile ai miei personaggi, anche perché ho iniziato a scrivere questa storia molti anni fa. Di sicuro riflette un momento specifico della mia vita così come è accaduto per i romanzi successivi.
9. Nel corso degli anni hai costruito un rapporto speciale con i tuoi lettori. C’è un messaggio, un incontro o una testimonianza ricevuta da un lettore che ti ha particolarmente emozionata o colpita?
Sono fortunata perché ho un rapporto davvero bello con i miei lettori. Tantissimi messaggi mi hanno emozionata e infatti ho preso l’abitudine di salvarli in una cartella sul telefono. E oltre a questo ci sono i commenti, i video, i messaggi anche solo per sapere se sto bene. Credo che sia questa la parte bella dello scrivere non solo per sé stessi: la condivisione. Con alcune ragazze sono diventata così amica che ci vediamo e sentiamo quasi quotidianamente. Con altri magari ci perdiamo per mesi, ma poi è come se non fosse passato neanche un secondo.
Se devo citare un momento particolarmente emozionante per me è stato il mio primo FRI. Chi mi conosce da un po’ ha visto che ero in panico e mi ha sciolto il cuore vedere le lettrici che calmavano me e mi mettevano a mio agio come delle vere amiche.
10. Guardando al futuro, quali obiettivi ti poni come autrice? Ci sono nuovi progetti, idee o magari generi diversi che ti piacerebbe esplorare nei prossimi anni?
Ci sono diversi progetti che stanno prendendo forma quindi incrocio le dita per il 2027 davvero emozionante. Devo dire che sono elettrizzata e, come sempre, un po’ agitata. Il prossimo libro chiude il cerchio del progetto con cui ho iniziato a scrivere e non vedo l’ora di poterlo spoilerare un po’. Poi mi piacerebbe concentrarmi sulle due storie che ho su wattpad e che meritano la giusta conclusione.
Siamo arrivati alla conclusione di questa intervista e desideriamo ringraziare Valerie Root per la disponibilità e il tempo che ci ha dedicato. È stato un piacere approfondire il suo percorso di autrice e ripercorrere le tappe che hanno accompagnato la nascita e la pubblicazione della sua trilogia, ormai entrata nel cuore di molti lettori. Per chi volesse continuare a seguirla, scoprire i suoi progetti futuri e rimanere aggiornato sulle sue attività, è possibile trovarla sui suoi canali social ufficiali (valeroot_), dove condivide notizie, riflessioni e aggiornamenti sul suo mondo creativo. Grazie ancora, Valerie, e i nostri migliori auguri per tutto ciò che verrà.
L’autrice al firmacopie al Fri di Milano