E’ giunto il momento di parlare di WWE 2K26, immancabile appuntamento annuale da parte di Visual Concepts distribuito da 2K. Il cuore pulsante di questa edizione è indubbiamente il ritorno in grande stile di CM Punk, che non solo domina la copertina della versione standard, ma è il protagonista assoluto della modalità Showcase. Rispetto all’anno scorso, che si aveva puntato molto sulla celebrazione nostalgica della Bloodline, 2K26 adotta un approccio più “creativo” introducendo i match “What If”, ovvero scenari ipotetici che permettono di riscrivere la storia, come ad esempio cosa sarebbe successo se Punk non avesse mai lasciato la compagnia nel 2014.
Facciamo un breve passo indietro, quali sono i match nuovi introdotti in questa edizione? abbiamo Inferno, I Quit, Dumpster e Three Stages of Hell tutti disponibili nella classica modalità esibizione dove possiamo scegliere due o più superstar e lottare per puro divertimento. Queste aggiunte sono tutte realizzate molto bene, soprattutto “Three Stages of Hell” che mischia tre match (a scelta del giocatore) e li esegue uno dietro l’altro. Ci sono modifiche e correzioni di ogni tipo con quasi ogni modalità che riceve un aggiornamento per rendere il gioco più divertente e piacevole come ad esempio la possibilità di (finalmente) utilizzare le cinture come arma durante i match titolati oppure la possibilità di usare delle puntine da poter buttare in mezzo al ring per fare più danno al nostro avversario. Anche la fisica degli oggetti ha ricevuto un miglioramento: ora è possibile impilare i tavoli con precisione e avere una gestione delle collisioni che riduce sensibilmente i glitch di compenetrazione visti in 2K25. La modalità esibizione è puro intrattenimento per i fan e l’apprezzo sempre molto, hanno mantenuto anche la tipologia di match “Bloodline Rules” direttamente da 2K25 e possibilmente regala al giocatore ore e ore di divertimento. Anche il gameplay subisce alcuni cambiamenti ma non ne cambia la base (che comunque è solida) vista negli anni precedenti, ora è presente una barra della stamina aggiuntiva di colore viola che entra in gioco quando il nostro personaggio subisce molti danni o si stanca troppo, con un cooldown variabile dove in quel momento non sarà possibile eseguire contromosse o correre. Inoltre sono state aggiunte alcune personalizzazioni per le entrare delle superstar e l’inizio dei match: a scelta si possono aggiungere effetti pirotecnici, fiamme e persino fare eseguire ai lottatori delle azioni rivolte al pubblico.
La modalità showcase come anticipato prima, è dedicata a CM Punk e si affronteranno ricostruzioni storiche per alcuni incontri e scontri “fantasy what-if” per altri. Questa modalità, come sempre, è soggettiva. Vi piace CM Punk? amerete questo showcase, non vi piace? allora potete lasciar perdere e concentrarvi sul Gauntlet match che hanno messo a disposizione per chi, appunto, non vuole fare tutti i match di questa modalità. Come funziona? semplice, scegliete tra CM Punk o AJ Lee e preparatevi a scontrarvi con ben 20 superstar una dietro l’altra e se arriverete alla fine vincitori, il gioco vi premierà con tutte le ricompense della modalità showcase senza dover fare i singoli incontri. Questa è un’altra novità di questo 2K26 e ammetto che è davvero ottima, dare ai giocatori questa possibilità è perfetto così nessuno si sente in obbligo di dover per forza fare i singoli incontri per magari sbloccare una superstar particolare, perché appunto come sempre vincendo gli incontri sbloccheremo ricompense come nuovi lottatori, nuove varianti di personaggi già esistenti e nuove arene. Parlando invece della scelta dei match proposti, gli sviluppatori hanno fatto un bel mix partendo dalla rivalità con JBL del 2008 arrivando fino al 2025 con il triple threat a WrestleMania 41 con Roman Reign e Seth Rollins. My Rise è la modalità che di solito osa di più, quest’anno abbiamo il ritorno delle due storie separate: una maschile e una femminile. Il gameplay principale ruota attorno a decisioni che influenzano alleanze, rivalità, corse al titolo ed eventi fuori dal ring come mischie mediatiche o guerre di fazione. MyRise cerca di catturare i giocatori con alta rigiocabilità, scelte e percorsi vari, assicurandosi che non ci siano mai due salvataggi uguali. La storia di questa modalità segue The Archetype, una Superstar che ritorna dopo un periodo di assenza per dimostrare di avere ancora la forza per stare nel roster WWE, sfidando i campioni di Paul Heyman: Jordynne Grace o Bron Breakker. Heyman è fondamentale qui quanto lo è stato per lo Showcase della Bloodline l’anno scorso, ma i suoi modi traditori faranno dubitare se seguire il proprio istinto o seguire il richiamo oscuro di Heyman. C’è molta più personalizzazione disponibile per la propria superstar, con oltre 200 CAW e 40 tipi di corpi, e ci sono opzioni di ricompensa davvero notevoli, tra cui il CM Punk dell’era indie e The Burnt Fiend. È un’altra esperienza di gioco piacevole ed entusiasmante, dalla durata di circa quattro/cinque ore con un approccio più diretto rispetto a quello dell’anno scorso anche se non parliamo di una storia scritta eccezionalmente, resta comunque divertente intraprendere questi due viaggi e soprattutto è altamente rigiocabile per sbloccare tutte le ricompense.
La modalità Universe resta una delle migliori. Questo è il sandbox definitivo per i fan più accaniti e offre tutti gli strumenti necessari per creare la propria storia e il proprio universo. Quest’anno fa la sua comparsa anche il WWE Draft, insieme a nuovi tipi di promo. Si può scegliere semplicemente di prendere il controllo del prodotto attuale (ovvero roster già predefinito con show settimanali classici), oppure creare la propria federazione da zero con roster, cinture e rivalità personalizzate. I promo e le interazioni con le altre superstar (o con il pubblico) sono sempre mute, penso sempre che sia impossibile far doppiare a tutte le superstar linee di doppiaggio per questa modalità, anche perché sarebbero davvero tantissime e a lungo andare ripetitive. My Faction resta invariata completamente, sono state aggiunte nuove località per il World Tour ma nulla di imperdibile, è pur sempre la solita modalità gatcha che se giocata free-to-play non rende molto. Ci sono sempre ricompense bloccate in questa modalità che per ottenerle serve spendere soldi reali, e non pochi. Il sistema di scambio è la funzionalità nuova di quest’anno e funziona come un tradizionale picchiaduro a squadre. Si può fare a cambio istantaneamente con un’altra superstar con la pressione di un pulsante. Le superstar hanno le loro barre della salute ma condividono uno slot signature e uno slot per le finisher; L’obiettivo è battere entrambi i membri della squadra avversaria per ottenere la vittoria.
La modalità MyGM in WWE 2K26 ha finalmente ricevuto quell’espansione strutturale che i fan chiedevano fin dal suo ritorno. La novità più rilevante è l’introduzione di una gestione dei contratti molto più stratificata, dove non ci si limita a ingaggiare una Superstar per un numero fisso di settimane, ma occorre negoziare clausole specifiche, come bonus per le apparizioni nei Premium Live Event o promesse di match titolati. Questo aggiunge un livello di realismo gestionale notevole, poiché i lottatori ora possono scontentarsi non solo per il booking, ma anche per ragioni economiche o di status contrattuale rispetto ai colleghi. Il sistema di Draft è stato integrato organicamente all’interno della stagione, permettendo scambi di metà anno che possono stravolgere gli equilibri tra i vari brand, rendendo la competizione contro gli altri GM molto più imprevedibile e meno ripetitiva rispetto al passato. Sempre restando in MyGM, la scelta dei General Manager è stata ampliata con figure di spicco come Nick Aldis e Ava, ognuno dotato di “Power Cards” uniche che riflettono il loro stile dirigenziale. Ad esempio, Aldis può utilizzare carte che aumentano drasticamente il prestigio dei titoli del suo show, mentre Ava ha bonus specifici per lo sviluppo dei talenti provenienti da NXT. The Island torna in WWE 2K26 con alcuni aggiornamenti sostanziali. L’anno scorso, i giocatori che osavano mettere piede sull’isola cercavano di impressionare Roman Reigns e ottenere un contratto in WWE. Quest’anno, con Roman fuori dai giochi, tre nuove fazioni competono per il controllo dell’isola. Questi sono The Order of Anarchy, Order of Shadows e Order of Tradition guidati rispettivamente da CM Punk, Rhea Ripley e Cody Rhodes. Ognuno ha la propria base operativa a tema, e la propria fedeltà influenzerà il punto di vista sugli eventi man mano che si svolgeranno. Quest’anno anche i personaggi principali sono completamente doppiati, non sono solo caselle di testo come l’anno scorso. The Island resta il solito hub di gioco completamente online che può piacere o meno, sarà supportato durante l’anno con nuove aggiunte come ricompense, nuove storie ed eventi particolari. Diciamo che i server di gioco non sono sempre funzionali, speriamo che con l’uscita ufficiale prevista per il 13 marzo e con futuri aggiornamenti riescano a migliorarli.
Note dolenti di questo WWE 2K26
Okay, abbiamo un roster di oltre 400 superstar e a detta di 2K è uno dei più grandi di sempre. Peccato però che molte di esse siano varianti di personaggi già presenti nella lista: nove CM Punk, cinque Triple H, quattro Undertaker, sei personaggi in stile “Elite” ovvero action figure e via così. Resta comunque una lista di personaggi utilizzabili impressionante, però sarebbe stato meglio organizzarla diversamente con magari un solo CM Punk e poi dare la possibilità di scegliere quale versione utilizzare senza occupare uno slot personaggio a variante. Purtroppo alcune superstar non sono ancora state aggiornate nonostante siano passati mesi dal loro “cambio di personalità” o dal loro cambio di entrata come Kit Wilson, Becky Lynch o Tatum Paxley. Altra nota dolente è l’implementazione del Ringside Pass, il classico pass stagionale presente ormai in molti giochi che permette ad un costo (che di solito si aggira sui 10/15 euro) di sbloccare ricompense esclusive semplicemente lottando e salendo di livello. Questo pass sarà incentrato sulla federazione “Lucha Libre AAA Worldwide” che è stata acquisita dalla WWE nel 2025 quindi al suo interno possiamo sbloccare lottatori come El Hijo del Vikingo oppure Mr. Iguana. Inutile dirlo, per completare questo pass bisogna starci dietro ore e ore, il farming diventa davvero ridicolo. 2K con questa mossa ha completamente stravolto il suo senso di contenuti aggiuntivi perché fino all’anno scorso ogni 3 mesi circa usciva un DLC a pagamento con all’interno 3/4 superstar che comunque si ottenevano subito, ora invece tutti i prossimi DLC usciranno tramite questo Ringside Pass quindi preparatevi a farmare esperienza come non mai, oppure si deve ricorrere al metodo più subdolo di tutti: pagare per salire di livello. Ci sono ricompense gratis anche, che comprendono leggende come Shawn Michaels, Hollywood Hogan, André The Giant e tanti altri (che prima si potevano ottenere più facilmente tramite il negozio interno al gioco). L’ho accennato prima e ci tengo a scriverlo di nuovo, i server devono migliorare e ad oggi c’è anche un problema con le creazioni community su PS5 che alcune non si riescono a trovare (ma su altre console ci sono) e tra l’altro parlando delle CC da quest’anno hanno diviso console e PC quindi se speravate di trovare creazioni in comune tra le varie piattaforme.. beh non è così purtroppo. Graficamente si poteva osare di più, questo capitolo è il primo che esce solo per console di attuale generazione quindi ci si aspettava un miglioramento lato grafico e tecnico, invece è tutto rimasto invariato all’anno scorso. Tra l’altro alcune superstar è palese che non siano state scansionate per renderle fedeli al 100%, personaggi del calibro di Roman Reigns, Cody Rhodes, CM Punk o Seth Rollins sono identici e fedeli mentre altre superstar più “piccole” come alcune di NXT non sono proprio fedeli, ed è un peccato.
Lo sai che la WWE sta per tornare in Italia?