Resident Evil: Requiem – Recensione

Requiem per i morti, incubo per i vivi.

Resident Evil Requiem arriva sul mercato carico di aspettative, con l’obiettivo dichiarato di unire le due anime della saga (survival horror ed action) e di celebrare alcuni dei capitoli più iconici.
Con questo episodio, Capcom costruisce un titolo che guarda al passato per consolidare il presente, mescolando survival puro, tensione psicologica e momenti più dinamici in un’unica esperienza compatta e consapevole ma non esente da difetti.

UN NUOVO CASO PER L’AGENTE ASHCROFT

L’incipit di Requiem vede introdurre un nuovo personaggio quale Grace Ashcroft, figlia di Alyssa che fu protagonista in Resident Evil: Outbreak, capitolo minore della saga.
Agente dell’FBI, Grace viene chiamata ad indagare su una serie di morti avvenute nei pressi di un hotel di Westwood, dove anni prima ci fu un evento che scuote la protagonista tutt’oggi.

Con questa premessa semplice ma efficace ha così inizio il nono capitolo, che si prende il suo tempo per immergere la protagonista in un orrore sempre più marcato che nasce dallo spazio, dai silenzi e dalla sensazione di essere costantemente osservati.
Ed è in questa prima parte del gioco, ambientata principalmente nell’Istituto di cura, che Resident Evil Requiem dà il meglio di sè.

Nei panni di Grace la tensione sarà sempre palpabile.

Le fasi con Grace infatti spingeranno molto sugli elementi più marcatamente horror che hanno fatto la fortuna della saga, dove ogni proiettile è prezioso al punto tale che sarà bene evitare di scontrarsi con tutti gli zombie.
Già… gli zombie. Dopo essere stati assenti nei due capitoli precedenti tornano prepotentemente ad essere i nemici principali, con una novità interessante, dato che saranno colpiti da una variante del Virus-T che li porterà a conservare ancora qualche ricordo della loro vita passata…ma lascio a voi il gusto di scoprire in cosa si tradurrà la cosa.

Tornando a Grace ed all’Istituto di cura, possiamo affermare senza mezzi termini che il lavoro svolto sul fronte del level design è semplicemente uno dei migliori della saga: Chiavi da trovare, shortcut da sbloccare e segreti da scoprire la fanno da padrone, con delle strizzatine d’occhio alla celebre villa Spencer che faranno la gioia dei fan di lunga data.

UN RITORNO A LUNGO ATTESO

Nella seconda parte del gioco invece, prenderà la scena il leggendario Leon S. Kennedy, qui presentato come un uomo di mezza età che non si stupisce più di nulla (e giustamente aggiungerei, visti i capitoli passati con lui protagonista), brutale ed allenato come non mai.
Armato di un’ascia tattica molto utile e divertente da usare e della pistola Requiem (e non solo ovviamente), il nostro caro Leon affronterà delle sessioni diametralmente opposte a quelle di Grace, dove sarà l’azione a farla da padrone.

Il gameplay si avvicinerà quindi a quello del celebre quarto capitolo e ci vedrà sterminare ingenti quantità di zombie (e non solo) con un combat system solidissimo e che si avvale di piccole migliorie e “finisher move” assolutamente apprezzabili, all’interno di una Racoon City devastata dall’attacco missilistico avvenuto quasi 30 anni prima.

Ed è qui che iniziano i primi problemi, soprattutto sul fronte del level design che a differenza della prima parte risulterà decisamente meno stimolante e più lineare. Anche la location, per quanto iconica, nel lungo termine annoia a causa di una palette cromatica monotona e spenta.

resident evil requiem
Leon non le manderà di certo a dire.

In queste fasi emerge prepotentemente l’intenzione di Capcom di omaggiare tutta la saga, ed è per questo che non mancheranno ingenti quantità di fanservice che personalmente ho trovato apprezzabili e mai eccessive.
La sensazione che si percepisce in più momenti è che gli sviluppatori abbiano provato ad inserire anche tutti gli elementi classici del brand, che sia un tipo di location, di situazione o di boss, portandoli all’estremo, con risultati più o meno buoni.

Questo discorso va a declinarsi anche sul fronte narrativo, dove questo nono capitolo finisce peggio di come inizia.
Se l’incipit risulta trascinante e potente nella sua semplicità, andando avanti ci si accorge di come questo capitolo sia fortemente preparatorio al futuro della saga e cerchi di chiudere molti discorsi lasciati aperti nei titoli precedenti, con il risultato che il finale non soddisfa appieno e risulti anche un po’ frettoloso.

UN FRONTE TECNICO DA PAURA

In Resident Evil Requiem c’è la possibilità di alternare visuale in prima e terza persona con entrambi i protagonisti, una delle aggiunte più sensate che Capcom potesse fare, una naturale evoluzione della saga che così non scontenta nessuno.

La prima persona amplifica immersione e tensione, rendendo ogni corridoio più opprimente e ogni incontro più ravvicinato motivo per il quale è perfetta per Grace. La terza persona offre maggiore controllo dello spazio e una lettura più chiara degli scontri, risultando ideale nelle sezioni più movimentate e quindi perfettamente adatta alle sezioni con Leon.

Dal punto di vista grafico, il motore proprietario REngine continua a stupire: ambientazioni ricche di dettagli, illuminazione efficace e animazioni curate contribuiscono a creare un’atmosfera costantemente opprimente.

Il vero punto di forza è però il comparto sonoro. Il lavoro su silenzi, rumori ambientali e suoni direzionali è eccellente. L’audio non si limita ad accompagnare l’azione: la costruisce, la anticipa, la rende tangibile. Se con Grace alimenta la paura che la protagonista vive, con Leon dona grande soddisfazione e fomenta per ogni colpo sparato.

CONCLUSIONI: Resident Evil Requiem non è il capitolo che ridefinisce la saga, ma è quello che la celebra con maggiore consapevolezza. Recupera gli elementi iconici del franchise e li riorganizza in un’esperienza a tratti scostante, tecnicamente solida e spesso molto coinvolgente. Il titolo è tanto ambizioso quanto conservativo e si presenta come una sorta di mostro di Frankenstein che cerca di far coesistere le due nature horror ed action del brand, qui portate all'estremo o quasi. Se la seconda parte avesse mantenuto il livello qualitativo della prima e la storia avesse osato un po' di più, probabilmente ci saremmo trovati di fronte al miglior capitolo della saga; resta comunque un ottimo titolo, imprescindibile per qualsiasi fan di Resident Evil.

VOTO FINALE: 8

  • Level design eccelso nella prima parte…
  • Gameplay solidissimo
  • Comparto tecnico e sonoro ottimi
  • …ma non altrettanto buono nella seconda
  • Narrativamente potevano fare di più
  • Bossfights poco ispirate e soddisfacenti
SCHEDA GIOCO

  • DATA RILASCIO: 27/02/2026
  • GENERE: Survival Horror, Action
  • SVILUPPATORE: Capcom
  • PUBLISHER: Capcom
  • PIATTAFORME: PS5, Xbox, PC
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