Il 24 febbraio abbiamo avuto l’opportunità di vedere in anteprima Scream 7. Questo settimo capitolo vede tornare sia alla sceneggiatura che alla regia Kevin Williamson, autore e produttore anche dei primi capitoli.
STORIA
Il film inizia costruendo una scena di nostalgia e “riassunto” dei precedenti film di Scream, ricordando personaggi e avvenimenti utilizzando l’espediente della saga horror fittizia dei film di “Stab“, e ci regala momenti di sussulto e ansia costruendo un crescendo di azione e violenza spregiudicata. Insomma, lo Scream che conosciamo e l’horror che ci piace. La trama in seguito si sposterà su vecchi volti già a noi noti, come Sidney Prescott e la sua famiglia, di cui fa parte la figlia Tatum. Le due hanno una relazione complicata: la figlia cercherà più volte di conoscere il passato personale della madre, ma quest’ultima rimane schiva sull’argomento per proteggerla. Infatti Sidney si è tenuta preparata negli anni per difendere la sua famiglia con elevati sistemi di sicurezza della sua casa e mantenendo alta l’attenzione sulle sue frequentazioni. Ovviamente tutto ciò non fermerà il ritorno di Ghostface, pronto a cercare vendetta verso Sidney e verso chi le sta intorno.
REGIA
Kevin Williamson costruisce un film semplice: durante la prima parte lo spettatore rimane attento agli avvenimenti che si susseguono. La prima scena fa sobbalzare e crea una bella sensazione di tensione, concludendosi con un finale di azione e violenza soddisfacente. Purtroppo però, più si va avanti, più si nota una mancanza di impegno: le scene di inseguimento non preoccupano, le dinamiche di scontro tra l’antagonista e i protagonisti sono spesso banali e il film perde mordente e interesse da parte dello spettatore, il tutto rafforzato da una sceneggiatura debole.
SCENEGGIATURA
La sceneggiatura è fondamentale in qualsiasi film e, in un horror slasher, è posta in rilievo rispetto ad altri generi: deve destabilizzare, farti domandare cosa può succedere dopo e soprattutto chi può essere l’assassino, dandoti degli indizi lungo la storia che ti permettano di ipotizzare il colpevole e poi, comunque, sorprenderti. Scream 7 questo non lo fa, o meglio lo fa ma male: la storia non ha mordente e purtroppo le scene che vediamo diventano sempre più banali e persino ridicole. Verso la fine ci siamo resi conto che, per gran parte del film, abbiamo riso più di quanto ci siamo spaventati. Il colpevole è insospettato e la sua rivelazione sicuramente sorprende, ma le sue motivazioni sono così superflue e poco sensate che lasciano deluso lo spettatore. È inaspettato perché il suo personaggio non viene descritto o raccontato a dovere. Per dirla alla “Boris”, il finale si risolve con un semplice “O dimo”: invece di costruire il colpevole attraverso indizi disseminati con intelligenza lungo la trama, il film finisce per spiegartelo all’ultimo momento, senza averti davvero preparato alla rivelazione.