SPECIALE STAR TREK: IL SALUTO VULCANIANO – N-files

LUNGA VITA E PROSPERITÀ: L'ORIGINE DEL SALUTO VULCANIANO

Manuel Enrico 2 Dic 2016

Da che mi ricordi, uno dei dettagli che più mi è rimasto in mente dell’universo di Star Trek è il particolare saluto tipico dei vulcaniani. Popolo piuttosto restio al contatto fisico, i Vulcaniani fin dal loro primo incontro con gli umani durante il Primo Contatto (5 aprile 2063) si sono presentati con il loro caratteristico saluto, e la frase Lunga vita e prosperità.

Oggi andiamo a scoprire qualcosa in più su questo aspetto della cultura vulcaniana.


ALLA SCOPERTA DEL SALUTO VULCANIANO, UN GESTO ORA PROFONDAMENTE RADICATO NELLA CULTURA NERD


La prima apparizione del saluto risale alla serie Classica, nell’episodio Il duello (Amok Time). Sceneggiato da Theodore Sturgeon, questo episodio della seconda stagione porta lo spettatore a conoscere diversi aspetti della cultura vulcaniana; Spock sembra non riuscire più a dominare le proprie emozioni, e giunto in infermeria si scopre che è entrato nel pon farr, una fase di squilibrio neurochimico che in otto giorni può portare alla morte del soggetto, a meno che questi non soddisfi il passaggio finale, il plak tow. In questa fase del pon farr, un vulcaniano ha una febbre altissima ed è vittima di un eccesso di violenza, che viene sfogato con il koon-ut-kal-if-fee, che consiste nel matrimonio (e conseguente accoppiamento che quindi placa l’animo vulcaniano) o con un duello, dando sfogo all’impeto di violenza. Nel caso di Spock, giunti su Vulcano si intendeva procedere al matrimonio con la sua promessa T’Pring, ma questa invocherà il suo diritto ad un combattimento per liberarsi da questo obbligo. Se non avete mai visto questo episodio, rimediate subito a questa lacuna, perché è uno dei più belli della serie classica a mio avviso!

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L’importante per noi oggi è che in questo episodio per la prima volta appare il celebre saluto vulcaniano! L’idea venne direttamente da Leonard Nimoy, l’indimenticabile Spock, che parlò con Sturgeon, convinto che, dato che per la prima volta il suo personaggio incontrava dei Vulcaniani nella serie, sarebbe stato giusto dare una maggior profondità alla storia aggiungendo dei dettagli culturali dei vulcaniani. Proprio Nimoy decise di creare questo saluto, attingendo ad un suo ricordo di infanzia e legato alle sue tradizioni ebraiche; l’attore in un’intervista raccontò che da bambino aveva partecipato ad una cerimonia (la Shekhina) in cui aveva visto delle persone che eseguivano quello che oggi noi conosciamo come il saluto vulcaniano. In realtà quel gesto viene eseguito di kohanim ebrei durante alcune celebrazioni, e rappresenta una benedizione; quando si apprestava a recitare ne Il duello, Nimoy riesumò questo ricordo e lo trasformò nel simbolo stesso della cultura vulcaniana.

All’interno del mito di Star Trek, questo gesto quasi casuale è diventato un punto fermo. Tutti gli attori che interpretarono da allora un vulcaniano dovettero cimentarsi con questo difficile saluto; nella stessa puntata Il duello l’attrice Celia Lovsky non riusciva ad eseguire il saluto, quindi metteva le dita in posizione prima di essere ripresa! Ma il più imbranato rimane Zefram Cochrane ( interpretato in quell’occasione da James Cromwell) che in Primo Contatto, al primo incontro con un vulcaniano si arrende alla propria incapacità e lo accoglie con un’umana stratta di mano! Secondo alcuni siti dedicati al mito di Star Trek, esiste anche una spiegazione che lega il gesto ad un profondo legame con la ferrea disciplina vulcaniana: il mignolo rappresenterebbe la filosofia dell’IDIC (Infinite Dimensioni Infinite Combinazioni), l’anulare la filosofia del Nome (o Tutto) , il medio in quanto dito più lungo rappresenta la Dottrina della Dominazione della Logica sulle Emozioni, l’indice indica il rispetto della vita e il pollice, separato dal resto delle dita, il grande valore riconosciuto alla privacy.

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Il gesto solitamente viene accompagnato alla frase Lunga vita e prosperità, e questa accoppiata è diventata uno dei gesti simboli non solo della comunità di appassionati di Star Trek, ma anche di gran parte della cultura nerd ( ricordate il saluto vulcaniano abbia ispirato quello di Mork, l’alieno di Robin Williams?); lo si vede citato in diversi fumetti, telefilm e altro legato alla fantascienza, tanto che è facile trovare sui social la scritta LLAP, acronimo di Live Long And Prosper. Di sicuro, quando Nimoy proprose questa sua creazione non immaginava come questo saluto sarebbe diventato un simbolo così facilmente riconoscibile e condiviso.

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