L’OPPO Find X9 Ultra è il flagship della casa cinese in ambito smartphone con un focus particolarmente attento al comparto fotografico. Il camera-phone orientale introduce sul mercato una corazza – il termine non è casuale – fotografica non indifferente, né in prestazioni né in dimensioni. La collaborazione con Hasselblad ne è la testimonianza, sottolineando come il target del dispositivo – considerando anche il prezzo non proprio accessibile di 1699,99€ – sia un pubblico molto specifico.
Ormai, a meno di sorprese particolarmente interessanti, la box del dispositivo la salterò a piè pari, considerando che presenta sempre la stessa componentistica. Passiamo, quindi, direttamente al comparto fotografico, il pezzo forte del device su cui OPPO punta tantissimo. Parliamo di uno schieramento posteriore di 200 MP + 50 MP + 200 MP + 50 MP + 3.2 MP e anteriore da 50 MP. Le doppie fotocamere Hasselblad da 200 MP compiono un lavoro impressionante garantendo una qualità fotografica di altissimo livello. Questo è un salto innovativo veramente interessante e che permette a OPPO di presentare un device piuttosto unico.
In ogni situazione ambientale, notturna o diurna che sia, il device realizza scatti con il livello di dettaglio più elevato che, almeno personalmente, io abbia provato. La modalità Hasselblad ad alta definizione, infatti, permette l’utilizzo delle fotocamere 200 MP o di compiere foto in movimento 4K. Così come possiamo provare la modalità XPAN, la quale ci consente di compiere scatti panoramici con un retrogusto cinematografico. Attenzione, perché la tanta pubblicità fatta sul sito OPPO, che potrebbe anche farci chiedere quanto effettivamente abbia di vero, riporta l’effettiva qualità del prodotto.
Che ci siano dettagli super zoommabili nelle foto è verissimo, così come è vero che i video effettuati sembrano quasi cinematografici. Se poi consideriamo anche la possibilità di effettuare video 8K 30fps, ai quali personalmente preferisco di gran lunga i 4K 120fps, abbiamo un motore ruggente tra le mani. L’unica pecca nel comparto fotografico che registro è il mantenimento automatico della messa a fuoco, non sempre preciso e non sempre sul pezzo. L’estetica delle fotocamere? Perché hanno un’estetica? Sì, ce l’hanno e pure bella evidente. Parliamo di una parte circolare e larga quasi quanto il cellulare stesso con un’altezza di 2-3 mm.
Il detto della nonna dice che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” ma dovrebbe anche aggiungere la parte: “se è troppo grosso rompe le scatole”. Personalmente non fa impazzire il lato estetico, seppure di design e chiaramente ricercato, ma soprattutto quanto vorrei evidenziare è la (s)comodità. Una disposizione del genere delle fotocamere è veramente scomoda. Prendere il dispositivo con una mano è difficile, a meno di spalmare per bene l’indice sul vetro circolare. Da questo punto di vista, invece, non lo posiziono tra i più comodi che ho provato. Peccato non aver potuto vedere come performava con il teleobiettivo venduto appositamente.
Parliamo ora di prestazioni, perché – al di là delle fotocamere – abbiamo un cellulare che, come tale, deve essere giudicato. Di certo la Snapdragon 8 Elite Gen 5 mostra i muscoli in tutti i contesti, garantendo prestazioni elevatissime tanto in gioco quanto in gestione quotidiana del device. Il frame in gaming mostra una tranquillità impressionante; sempre stabile e mai veramente in crisi. La fluidità è notevole, ma è un commento che potremmo fare su tanti device, anche se nel complesso è un elemento essenziale.
Passando al comparto energetico, i 7050 mAh nominali sono tanti ma non troppi. Risultano, infatti, necessari, in virtù delle alte performance mostrate tanto nell’utilizzo quotidiano quanto nell’utilizzo fotografico. Una bella ricarica al 100%, con un utilizzo tranquillo, ci permette di arrivare tranquillamente alle circa 48 ore di attività. Tuttavia, un utilizzo più intenso tra gaming, fotografie e ‘smanettamento’ con foto, con AI e quant’altro, riduce drasticamente la durata della batteria. Infatti, parliamo di nemmeno 36 ore di utilizzo.
Lo schermo, un AMOLED da massimo 144 Hz, permette un feedback rapido, fluido e una pienezza di colori elevata. La protezione Armour Shield permette l’utilizzo del device anche con acqua sullo schermo in maniera piuttosto tranquilla ed efficace. Inoltre, la “garanzia” di resistenza a cadute e graffi è vera sempre se rimaniamo nel campo del funzionamento dell’incolumità dello schermo. Comunque, l’unica caduta subita dal device ha portato ad una piccola ammaccatura sull’angolo superiore, senza alcuna conseguenza funzionale e con un minimo impatto estetico.