La Trasparenza che brucia

8 Feb 2026

La Trasparenza che brucia

Bentornati su NerdGate.it, in un momento di riflessione. In questo articolo mi piacerebbe analizzare il tema della trasparenza nei content creator e nelle redazioni. Ormai, da tempo è diventato un argomento risonante ma, ultimamente, sembra essere scemato verso un silenzio impercettibile. Detto questo, stiamo parlando di un tema molto delicato, in quanto si parla direttamente dell’onestà intellettuale di persone che lavorano con platee più o meno numerose. Partiamo dagli inneschi della situazione, ossia due dei maggiori e migliori canali sulla piazza: PlayerInside e Falconero.

Lo ammetto, da redattore di una piccola realtà ero un po’ confuso. Se il primo scossone venne dato due anni fa da Falconero, diventando indipendente, è sembrata più risonante la scelta dei PlayerInside di pochissimi mesi fa. Queste decisioni radicali, che sono sicuramente dure da prendere sia a livello personale che pubblico, consistono nell’allontanarsi da sponsorizzazioni che potrebbero portare al conflitto d’interessi. Sostanzialmente, se Sony ti chiede di sponsorizzare qualcosa o ti vuole fornire un codice, tu (canale indipendente) rifiuti e vai avanti. Spiegato in poche parole.

Insomma, l’indipendenza è una strada che si sceglie e non è una scelta comoda. Molti video su YouTube hanno mosso critiche, sottolineando come questa scelta avrebbe comportato implicitamente una superiorità etica sugli altri. Perché? Come disse Riden dei PlayerInside, il rapporto tra i content creator e le aziende si trova su un sottile confine tra recensioni e pubblicità dei prodotti. Molti hanno letto questa scelta come un elevarsi a patrioti della giustizia, a persone che si pongono sul pulpito.

Tuttavia, una scelta del genere evidenzia un coraggio che ha creato delle crepe sulla struttura mediatica, forse, non sempre trasparente. Cosa comporta questa decisione? Sicuramente porterà a una maggiore trasparenza percepita – non che i PlayerInside ne avessero bisogno – dalla loro community. Trasparenza sulle opinioni. Trasparenza che, ovviamente, non è prerogativa di chi è indipendente.

Per carità, anche coloro che si dichiarano contenti di avere accordi con publisher possono essere trasparenti. Tuttavia, le critiche mosse ai neo-indipendenti evidenziano qualcosa che, paradossalmente, pone i critici stessi su un piedistallo. C’è da dire che, e ho visto tutti i video dei PlayerInside, non hanno mai lasciato evincere il messaggio di questa tanto criticata superiorità. Dunque, un conto è commentare la scelta – con la quale puoi essere o meno d’accordo – un conto è criticarli perché una parte del pubblico ha interpretato molto male. Questo quantitativo di critiche, spesso sterili e che evidenziano una coda di paglia di notevoli dimensioni, è un modo infantile, anche se efficace in audience – e questo fa capire tante reaction – per far sentire le proprie opinioni. Certo, si potrebbe dire che se lavori sul web devi tenere in considerazione le critiche a valanga. Però, nemmeno a farlo così gratuitamente.

Ora, parlandoci chiaro, questi canali possono permettersi un’indipendenza dai publisher grazie alla loro posizione di forza. Godono di un grande pubblico, di grande audience e grande stima e questa scelta, certo, li aiuta solo ad essere più apprezzabili. Ammettiamolo: quanti, dopo gli ultimi eventi recenti, hanno qualche dubbio sulla trasparenza di diversi creator? E per eventi recenti intendo certe attività in blind non proprio in blind che, però, hanno fatto molto rumore. Forse, queste mosse sono preventive, volte a tutelare la loro immagine ma che, anche fosse, non denoterebbe nessuna frecciatina a terzi o chissà quale sotterfugio.

Dunque, tanta stima per i PlayerInside e Falconero che sono due tra i primi ad aver preso questa scelta, anche non avendone bisogno. Potevano tranquillamente continuare a ricevere codici, non avrebbero comunque perso di credibilità e qualità.

Ovviamente, la nota sulla loro indipendenza sostenibile per i canali che rappresentano era un assist per dire, trasparentemente e serenamente, che la redazione su cui scriviamo riceve, spesso, codici e sample da provare. Rimanendo sul tema videoludico, per una redazione piccolina come la nostra di NerdGate, i codici sono spesso un modo per sopravvivere e provare a scrivere recensioni in tempistiche decenti. Anzi, alzando di più la posta, alcuni titoli – senza codici e nei periodi di maggiore movimento nel mercato – non li avremmo nemmeno potuti provare. Però, mi sento di dire che quando un film, un titolo videoludico o un device disillude una certa aspettativa, quanto viene riportato per iscritto nelle recensioni è quello che pensiamo. Senza mirare a far contenti i PR che ci forniscono i codici.

Riassumiamo, quindi, come i pro di un’indipendenza dichiarata possano essere freddamente elencati in: più trasparenza; più fiducia guadagnata con la community; minore esposizione ai conflitti di interessi (che si traduce con più onestà intellettuale). I contro, invece, sono: rischio di attirarsi le ire di chi si sente accusato; dubbi da chi potrebbe vedere un’ammissione di “disonestà” intellettuale pre-indipendenza; meno soldi quando si tratta di sponsor e codici.


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