Dieci domande a… Krisfits

6 Feb 2026

Dieci domande a… Krisfits

Come ad una lettera aperta la gentile Krisfits, nome d’arte di Cristina Campus, ha risposto alle nostre domande!

Ciaoo! Sono Krisfits, content creator e illustratrice italiana.

La mia passione vive a metà strada tra l’arte, la cultura giapponese, i manga e l’illustrazione erotica, amo in particolar modo il mondo dell’Hentai, che considero una forma d’arte genuina, espressiva e libera.

Attraverso il mio lavoro, cerco di rompere i tabù e sfidare i pregiudizi, dimostrando che la sensualità e la sessualità possono essere rappresentate con profondità, bellezza ed emozione. Ogni disegno è una piccola confessione, una storia, una parte di me…

1. Come è iniziato il tuo percorso da content creator e come sei arrivata su twitch?

Si può dire che è iniziato tutto da un incidente hahaha che alla fine si è rivelata una vera opportunità. Un bel giorno Tonino, il mio gatto decise di salire sopra il mio vecchio portatile, questo cadde e si ruppe, allorché colsi l’occasione per fare un upgrade, un pc fisso più performante, ai tempi giocavo e basta, non disegnavo in digitale. Morale della favola, in quel periodo il mio compagno mi parlò di questa piattaforma che si chiamava Twitch dove di fatto “streammavi”, ti riprendevi mentre giocavi e parlavi con le persone, essendo io già una videogiocatrice e avendo finalmente un pc performante mi disse, “perché non ci provi?, e da lì mi son buttata! Nato un po’ per gioco, un po’ per scherzo, ma alla fine si è rivelata una vera scoperta, tant’è che poi è diventato il mio lavoro!

2. Come vedi il mondo di twitch e dei social di oggi?

Attualmente mi sento un po’ lontana sia da Twitch che dal mondo dei Social in generale. Credo che si sia perso un po’ il punto fermo, la “socialità” e dire che era nato tutto da quello, non so se vi ricordate quando era apparso Facebook, era la svolta, un mezzo che ti poteva far conoscere nuove persone, stringere nuove amicizie… poi è arrivato l’avvento di Instagram, Tik Tok… gli Influencers e il tutto è andato un po’ in malora… Per carità sarei ipocrita a sputare sul piatto dove ho mangiato, d’altronde io faccio questo lavoro proprio grazie ai social, ma non son felice di come si sia trasformato, ora è tutto un seguimi perché…, compra questo, compra quest’altro, tutti all’inseguimento di una propria indipendenza fasulla nascosta dal sistema marcio di dover esserci sempre, creare ad ogni costo, essere produttivo oppure “stai perdendo tempo”. Io non voglio far parte di questo sistema e in generale mi son sempre rifiutata di scendere a compromessi per performare nel mio lavoro, per quel che mi riguarda essere e rimanere autentica è la cosa più importante. Continuerò a essere presente nei Social, ma a modo mio, ai miei ritmi, ma soprattutto per creare, ispirare, appassionare… condividere le mie passioni, per creare uno spazio sicuro dove le persone possano parlare e riconoscersi.

3. Quanto influenza, secondo te, hanno i content creator sui giovani di oggi?

Abbastanza direi, per questo sono totalmente contraria ai creator con atteggiamenti tossici che incitano a comportamenti sbagliati (vedi il gioco d’azzardo ad esempio), ma per quanto il creator possa avere una piccola parte di responsabilità nell’influenzare i giovani d’oggi, sono i genitori di quest’ultimi che devono osservare, conoscere e imparare ad ascoltare i propri figli per educarli e insegnargli cos’è giusto e cos’è sbagliato… Perché possono essere i creator, una compagnia sbagliata, un ambiente non sano in una community, lo schifo può esserci ovunque e si può fermare soltanto essendo presenti come genitore.

Krisfits

4. Quando nasce la tua passione per i manga e gli hentai?

Sono cresciuta per gran parte della mia infanzia e adolescenza come figlia unica e i manga son stati un’ottima compagnia: iniziata con i primi fumetti che comparivano in edicola, allora si trovava il mio amato japan magazine, dove annunciavano tutte le novità nel mondo manga, chi l’avrebbe detto che qualche anno dopo, un mondo così lontano sarebbe stato ovunque anche nelle felpe dei negozi di abbigliamento? Poi aprì la prima fumetteria nella mia città e iniziai a leggere manga un po’ più adulti, iniziai con nana, una storia sognante ma anche molto struggente e matura, da lì poi chiesi al mio fumettario di fiducia se ci fosse qualcosa di più piccante, vuoi per gli ormoni giovanili XD, vuoi per la mia passione per l’erotismo… ed ecco che mi presentò gli hentai, conobbi un mondo del tutto nuovo. Grazie agli hentai ho approfondito e accettato molti aspetti della mia sessualità.

5. Come vedi il mondo dei manga oggi in Italia (nel senso si sta creando una vera cultura o solo una moda)?

Come ogni boom che si rispetti, credo ci siano entrambe le componenti: cultura e moda. Questo porta con sé aspetti positivi e negativi. Da un lato, chi ha sempre amato i manga – e magari veniva preso in giro a scuola perché leggeva ‘i giornaletti’ – oggi non è più trattato come un reietto. Dall’altro, oggi ti capita di vedere gli stessi tipi che un tempo ti deridevano, indossare felpe di *Evangelion* solo perché ‘fa figo’.

Personalmente, trovo che un po’ di quella vecchia magia si sia persa: tra fiere enormi e disponibilità online, l’effetto sorpresa è diminuito; andare in Giappone oggi non lascia più estasiati come succedeva dieci anni fa, quando tutto era meno accessibile. Tuttavia, amo la cultura nipponica e sono felice che i giovanissimi possano approcciarsi a questo mondo in modo genuino, senza paura di essere etichettati come ‘sfigati’. Noi ‘vecchia guardia’ ci siamo fatti la gavetta, è vero, ma se è servita a sdoganare questa passione, allora è stata per una giusta causa.

Krisfits Hentai
Krisfits con il suo Artbook

6. Credi che finalmente ci sia uno sdoganamento del mondo hentai? Vedi un aumento di popolarità?

Pian piano il ghiaccio si sta rompendo. Rispetto a dieci anni fa siamo in un’altra era: la normalizzazione del sesso online e piattaforme come onlyFans hanno aiutato a sdoganare l’erotismo in tutte le sue forme, hentai incluso. Tuttavia, non siamo ancora alla piena ‘normalità’: resistono ancora molti cliché da abbattere. La strada è lunga, ma io sono qui pronta a fare la mia parte. 😉

7. Raccontami un po’ del tuo percorso nel disegno. Come è iniziato, quando hai avuto l’idea di creare e pubblicare i primi disegni.

Tutto è iniziato per necessità e fantasia. Essendo stata figlia unica a lungo, con genitori molto giovani e attivi, mi ritrovavo spesso a seguirli tra cene con amici e palestra. Per non annoiarmi, portavo ovunque il mio kit di sopravvivenza: fogli, pastelli e pennarelli. Erano il mio piccolo mondo portatile.

Ho disegnato incessantemente dalle elementari alle medie, ma il paradosso è arrivato al liceo: passai da Ragioneria all’Artistico convinta di poter esprimere la mia creatività, e invece smisi quasi del tutto. Sembra assurdo, ma il programma era così tecnico che mancava proprio lo spazio per il disegno libero. La scintilla si è riaccesa solo anni dopo, grazie allo streaming: ho iniziato a creare da sola le grafiche per le mie live e lì ho riscoperto la passione. Poi arrivò la mia prima tavoletta grafica che ha segnato l’inizio di un vero viaggio fatto di studio, frustrazioni, ma anche enormi soddisfazioni. Quando ho mostrato le mie illustrazioni in live, la risposta del pubblico è stata incredibile. Da quel momento non mi sono più fermata: ho pubblicato il mio Artbook, ho realizzato la Variant di *Rosen Garten Saga* per J-Pop e oggi festeggio l’uscita del mio primo Doujinshi hentai autopubblicato in Italia. E posso finalmente annunciarlo con orgoglio: uscirà anche in Francia con la storica casa editrice *La Musardine*.

Se ripenso alla me bambina che diceva “da grande voglio fare la fumettista”, stento a credere che quel sogno sia diventato realtà.

8. Come nasce Lost in Lust e che progetti hai su di lui?

“Lost in Lust” nasce da un desiderio molto semplice: raccontare la parte più vera e nascosta di noi, non quella che mostriamo al mondo, ma quella che resta in silenzio, che sogna, che desidera, che a volte ha paura ma continua a cercare se stessa. Kurisu, la protagonista, è un po’ di me e un po’ di noi… è la voglia di scoprire, di lasciarsi andare, di capire chi siamo davvero anche quando questo significa rompere qualche regola hehe. Lost in Lust è un invito a esplorare le proprie fantasie, i propri desideri nascosti e i kink che ci incuriosiscono, senza giudizio. L’ho scritto e disegnato, pensando con attenzione anche alle lettrici, ma l’ho creato, indipendentemente dal genere, per chiunque voglia immergersi nel mondo di Kurisu e lasciarsi andare senza paura insieme a lei. Lost in Lust sarà una mini serie di 3/4 capitoli, ne vedrete delle belle ;).

Lost in Lust
Piccolo contenuto di Lost in Lust

9. Che programmi hai per il tuo futuro? Sia sotto l’aspetto di content creator sia sotto quello di autrice.

Non amo fare programmi troppo in là nel futuro, preferisco godermi il processo e il percorso anche perché non avete idea di quante volte io cambi idea, in questo momento avrei dovuto aprire una mia sala da thè, fare l’interior design e vivere da eremita in una casetta su in montagna (per questo c’è ancora tempo)…sicuramente non smetterò mai di creare, è la mia linfa vitale <3

10. Il tuo sogno nel cassetto?

I miei sogni sono ben custoditi nel mio cassetto dei calzini, semmai dovessi realizzarne uno ve lo farò sapere sul mio instagram ;p

Ringraziamo Krisfits per il tempo che ci ha dedicato e le auguriamo un grande in bocca al lupo per il futuro!


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