Disciples: Domination, sviluppato da Artefacts Studio e distribuito da Kalypso Media, si presenta sulla scena videoludica come un RPG tattico isometrico dal tono cupo e maturo. La narrativa riprende gli eventi del predecessore Disciples: Liberation e la sua protagonista Avyanna, 15 anni dopo. Il tono scelto rimane cupo e solenne, con un mondo che viene mostrato già segnato dalle conseguenze delle scelte passate. L’ambientazione viene costruita attraverso dialoghi frequenti e descrizioni dense, lasciando emergere lentamente nuove fazioni e conflitti politici. Si percepisce il tentativo di espandere il lore senza stravolgere le fondamenta narrative della serie.
Si viene catapultati, dopo parecchie chiacchiere e sequenze narrative, in un dungeon dove l’atmosfera dark fantasy viene resa immediatamente evidente. Dopo una breve fase esplorativa si entra nel cuore dell’esperienza, rappresentato dalle battaglie a turni su scacchiera esagonale, dove abilità e soprattutto posizionamento devono essere gestiti con attenzione tattica. Alcune tiles modificano il terreno di gioco e condizionano direttamente le strategie, rendendo il posizionamento la vera arma principale del giocatore. Parallelamente viene proposta una componente gestionale legata al regno, con scelte politiche e amministrative che incidono sulle risorse e sull’evoluzione narrativa.
La grande quantità di informazioni iniziali può però generare un senso di caos, soprattutto per i nuovi arrivati, mentre i veterani trovano subito libertà decisionale e profondità meccanica. Le scelte morali vengono presentate con toni ambigui e raramente esiste una soluzione chiaramente positiva. I dialoghi risultano numerosi e talvolta molto descrittivi, contribuendo ad ampliare il worldbuilding ma rallentando leggermente il ritmo tra una battaglia e l’altra. La scrittura cerca di mantenere una coerenza con il tono oscuro della serie, lasciando spazio a fazioni ciniche e personaggi moralmente sfumati. Il doppiaggio accompagna la narrazione in modo generalmente convincente, con interpretazioni che enfatizzano il carattere dei personaggi e la solennità del mondo di gioco. Alcune linee vocali possono risultare rigide, ma l’insieme riesce comunque a sostenere l’atmosfera.
Dal punto di vista tecnico, il gioco appare solido ed intuitivo. Adotta una struttura che ricorda talvolta quella dei titoli mobile pur mantenendo un’identità ben definita (e per fortuna non ha elementi gacha). Le animazioni risultano fluide e l’esperienza generale viene mantenuta stabile anche durante gli scontri più complessi, trasmettendo una sensazione di buona ottimizzazione.
L’interfaccia, tuttavia, non sempre viene percepita come immediata e talvolta contrasta con l’estetica fantasy più tradizionale della serie. Dal punto di vista artistico modelli e creature sono belli, curati e coerenti, anche se alcune scelte stilistiche moderne potrebbero far storcere il naso ai fan storici.
Disciples: Domination viene proposto come un’evoluzione coerente della formula strategica della serie, capace di unire gestione politica e combattimenti tattici in un’unica esperienza compatta. Alcune scelte legate all’interfaccia e alla quantità di informazioni iniziali possono creare attrito, soprattutto durante le prime ore, ma la profondità del sistema emerge con il tempo. L’atmosfera dark fantasy resta il vero punto di forza, sostenuta da una direzione artistica solida e da un worldbuilding stratificato. Non è un titolo immediato, ma chi cerca uno strategy RPG riflessivo e denso troverà una proposta interessante e con una forte identità.
Un ringraziamento a Keymailer per averci fornito il codice review del gioco.