Un bel giorno di Fabio De Luigi, con lo stesso regista come protagonista insieme a Virginia Raffaele, uscirà nelle sale italiane dal 5 marzo. Il film viene distribuito da 01Distribution, in collaborazione con la Leone film. Come da cavallo di battaglia del comico in questi ultimi anni, il family movie ha l’obiettivo di portare risate e freschezza, in un contesto che non rinnega il rapido confronto con situazioni meno leggere.
Tommaso – Fabio De Luigi – è un vedovo che, impantanato nella sua vita e aggrappato a quella delle figlie (che sono quattro), riesce a rilanciarsi. Con i suoi tempi, il protagonista, attraverso un incontro fortuito e un decisivo aiuto, riesce a legarsi a Lara – Virginia Raffaele. I due si avvicinano fin da subito e costruiscono un rapporto sempre più profondo ma con chiare omissioni che mineranno la loro fiducia. Insomma, senza andare troppo nel dettaglio, Tommaso cerca donna e Lara cerca uomo. Fate vobis.
Al di là della trama de Un bel giorno, che può piacere o meno, la pellicola mostra una costruzione dinamica, divertente e coinvolgente. Sicuramente, la comicità regna ed è il fulcro dell’arco narrativo. D’altronde, con la Raffele e De Luigi non c’era da aspettarsi altro, in quanto tra i migliori esponenti – se non i migliori – della commedia italiana. E qui lo dimostrano. L’affiatamento da coppia, la collaborazione e la naturalezza nei ruoli, mai veramente banali, rendono il film una naturale evoluzione di quanto si è visto all’inizio.
Insomma, il genere dei family movie con rivisitazioni alla famiglia logica – come dicono gli sceneggiatori – è sicuramente un bel modo per portare freschezza attraverso attori giovani e meno esperti – come dice Fabio De Luigi. Il potenziale infinito, elogiato dal regista, mostra effettivamente quante idee possano nascere con una famiglia come sfondo. Tanto più quando le corde che si toccano sono diverse ma sempre con un rispetto comico che mantiene viva la risata ma rende tangibili le problematiche. Basti pensare ad un vedovo, la cui perdita si trasforma in una palude relazionale, al bullismo nelle scuole che trasforma un sorriso in un broncio (almeno nel film). Insomma, sì una commedia ma anche la piccola analisi, per l’appunto, di alcuni dei tanti problemi che una famiglia può vivere.
L’aspetto più importante, ovviamente, è la capacità di far ridere. Nemmeno a dirlo, i due attori protagonisti e tutto il cast riescono a farci ridere di gusto. Anche se giustificato, il distacco qualitativo tra i due protagonisti (più vecchietti ed esperti) e il cast giovane (anche alle prime armi per alcuni) è evidente. Tuttavia, per quanto possa essere rischiosa, questa scelta si trasforma in un pregio nel momento in cui si riesce a dare spazio a volti nuovi con l’appoggio di due colossi del cinema. Un plauso, infatti, va anche al coraggio e alla visione della politica di ingaggio dei neo-attori nel cast da parte di Fabio De Luigi.
Dunque, l’attore protagonista si trova in una confort zone dalla quale non vuole uscire (e ben venga se i risultati sono questi). Questa gli regala una commedia ben riuscita, a tratti leggera ma attenta e rapida, senza necessità di spiegare ogni cosa.