Il 16 febbraio abbiamo avuto il piacere di vedere in anteprima il nuovo film d’animazione ‘Scarlet‘, scritto e diretto da Mamoru Hosada, regista e sceneggiatore anche di ‘Belle‘ e ‘The Boy and the Beast‘, e con ‘Mirai‘ candidato agli Oscar come miglior film d’animazione nel 2018. Le aspettative erano quindi abbastanza alte per un prodotto di qualità e d’intrattenimento. Film che è stato anche presentato in anteprima fuori concorso alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
STORIA
Veniamo introdotti nel regno di Danimarca del 1500, dove ci viene presentata la giovane Scarlet, principessa di questo regno, legata profondamente al padre Amleth, sovrano molto amato dal popolo. La serenità e il legame tra di loro vengono però infranti dal fratello del sovrano, Claudius, il quale, assetato di potere e ricchezza, accusa il re di tradimento e riesce a farlo giustiziare proprio davanti agli occhi traumatizzati di Scarlet. Questo avvenimento porterà la ragazza a una sete sempre più forte di vendetta nei confronti dello zio, spingendola a diventare una provetta spadaccina e combattente invidiabile. Scarlet escogita così un piano per assassinare Claudius ma, prevedendo tale mossa, viene anticipata e le viene somministrato un forte veleno, uccidendola e facendola risvegliare nel regno dei morti. Qui comincia il viaggio. Per Scarlet la sete di vendetta non cessa, anzi la spinge a lottare e a cercare i colpevoli che hanno portato alla morte di suo padre, compreso suo zio. Durante il suo cammino viene aiutata e poi affiancata da Hijiri, giovane ragazzo giapponese dei giorni nostri morto durante un turno da paramedico. Hijiri è guidato da uno spirito più pacificatore e di mediazione che si contrapporrà spesso con la nostra protagonista. Infatti, Hijiri tenterà più volte di far desistere Scarlet dall’uccidere e proverà a fermare la sua violenza quasi cieca.
REGIA E SCENEGGIATURA
La regia di Mamoru è alternata: passa da momenti di combattimento avvincenti a grandi paesaggi che mostrano i simboli di un mondo martoriato dalle guerre. Il racconto scorre e permette di visualizzare ed empatizzare non solo con i protagonisti, ma anche con il contesto che li circonda. Hosada porta sullo schermo una storia che all’apparenza sembra quasi banale, già vista e anche scontata. Ma più la narrazione procede, più vediamo come questa si allarghi. Non parla più soltanto dei protagonisti, non parla più solo del mondo del film che stiamo guardando, ma riesce a parlare direttamente allo spettatore. Dopo la metà del film è chiaro che il regista ha un messaggio da comunicare e ha voluto trasmetterlo utilizzando due personaggi in tempi storici molto lontani, sottolineando quanto sia influente ciò che facciamo oggi verso il mondo che lasceremo a quelli che verranno. Quella che vediamo non è una semplice storia di vendetta, ma un richiamo alla consapevolezza collettiva, a un aiuto e sostegno reciproco che può e deve partire dal basso per guidarci verso un futuro migliore.
COMPARTO TECNICO
Ahimè, il film non è perfetto. Il regista ha voluto utilizzare la tecnica di animazione ibrida, la stessa che possiamo vedere in ‘Belle‘, cioè disegni 2D con animazioni 3D soprattutto nelle scene contenenti un gran numero di soggetti. Questa tecnica può dare un grande impatto nelle sequenze più dinamiche, ma risulta più lenta e innaturale nel normale proseguo delle scene. Ciò non intacca più di tanto la fruibilità del film, che rimane comunque godibile e apprezzabile, anche se probabilmente avrebbe catturato maggiormente l’attenzione del pubblico un’animazione più simile a quella di ‘The Boy and the Beast‘.