Die My Love – La recensione

10 Feb 2026

Die My Love è uno di quei film di cui si capisce l’atmosfera dal primo frame. Sai che stai per vedere “quel” tipo di film. Vieni catapultato, volente o nolente, all’interno di un tornado emotivo che non la smette di darti pugni alle costole senza mai lasciarti il tempo di respirare. D’altronde i temi che promette di trattare non lasciano spazio a risate o divertimento ma alla riflessione. Il tipo di cinema che porta in sale è quello che richiede attenzione, sopportazione ed empatia. Questo potrebbe non essere l’incipit migliore per attirare l’attenzione di qualcuno ma, fidatevi, è una di quelle sofferenze che non vi pentirete di aver provato.

Grace (Jennifer Lawrance) e Jackson (Robert Pattinson) vanno a vivere nella casa dello zio di lui. La casa è fatiscente e Grace non sembra esserne attratta quanto Jackson. L’ottimismo di lui e la passione ancora calda tra i due porta la coppia ad accettare la nuova sistemazione. I due aspettano un bambino che irrompe nelle loro vite come una tempesta. Grace è quella che ne risente di più. Il suo mondo fatto di amore, danze a ritmo di country e spensieratezza lascia il posto al dovere. La piccola creatura necessita, inevitabilmente, delle sue attenzioni e lei cade in una depressione post-partum che la porterà a dissociarsi, dapprima dalla sua relazione, e poi dal mondo intero.

Robert Pattinson in Die My Love

Non vi vogliamo raccontare altro della trama. Non perché si rischi lo spoiler o meglio, anche per questo motivo, ma perché non è quello il fulcro a cui attorno ruota il film. Con questo non si intende banalizzare la trama ma semplicemente piazzarla nello scomparto “nulla di nuovo sotto il sole”. Ciò che invece stupisce è il “come” la storia si racconta. La pellicola si presenta, infatti, silenziosa, fatta di sguardi e primissimi piani. La macchina da presa si incolla, metaforicamente, al viso di Robert Pattinson e soprattutto a quello di Jennifer Lawrence. I due attori non hanno un momento di respiro e questo ci dona due prestazioni in stato di grazia.

La fotografia, quindi, si alterna tra campi larghi e strettissimi. Lo fa muovendosi lentamente, facendo notare, a chi vuole guardare con occhio più attento, un paragone con il tracollo psicologico della protagonista. Tanto del girato è notturno. Si intende che molte scene sono girate senza luci artificiali e la scelta non fa altro che aggiungere altro realismo ad un film che ne è già immerso fino al collo.

Jennifer Lawrence in Die My Love

La Lawrence e Pattinson, lo abbiamo già detto, sono in stato di grazia. Lei ti fa provare dolore nascondendolo (non troppo) tra uno sguardo e l’altro. Lui ci regala un posto in prima fila. Ci fa scendere nei suoi panni. Ci fa provare le emozioni in prima persona. Tutto questo, ovviamente, non sarebbe possibile se dietro alle macchine da presa non ci fosse l’occhio artistico di Lynne Ramsay alla quale ci sentiamo di fare un plauso per averci regalato un film volutamente riflessivo. Volutamente doloroso.

Scrivere che cosa non funziona di questo film è la parte più complessa. L’unica cosa che ci sentiamo di dire è che non si tratta di un prodotto adatto a tutti. La sensibilità emotiva è un requisito fondamentale se vi approcciate alla pellicola ma a vostro rischio e pericolo. Qualcuno potrebbe risentirne visti i temi trattati. Ma il lato più duro da digerire è il ritmo. Se siete fan dei film caciaroni o non vi piace anteporre le emozioni all’intrattenimento allora potreste essere capitati sulla pellicola sbagliata. Ma, alla fine, anche questi sono lati soggettivi e, forse, l’ampio spazio alla soggettività è il grande pro e, allo stesso tempo, contro di Die My Love. Il film è disponibile in streaming sulla piattaforma Mubi.

CONCLUSIONI: In conclusione, siamo davanti ad una di quelle pellicole da non guardare a cervello spento. Dove le emozioni reggono e guidano chi guarda per tutto il declino psicologico della protagonista. Senza queste due premesse, l’approccio al film rischia di essere frainteso. Jennifer Lawrance è in stato di grazia, regalandoci una prestazione che non vedevamo dai tempi di Mother. Robert Pattinson dimostra ancora una volta di essersi scrollato di dosso il ruolo di vampiro traslucido, ricordando a tutti che cos’è in grado di portare sul grande schermo e non vediamo l’ora di vederlo nelle numerose produzioni di cui sarà partecipe. La fotografia è ridotta all’osso e si “incolla” ai volti degli interpreti rendendo la loro interpretazione ancora più complessa. Resta il fatto che è un film lento e questo potrebbe far storcere qualche naso.

VOTO FINALE: 9

SCHEDA FILM

  • USCITA: 17 ottobre 2025
  • GENERE: Drammatico
  • REGIA: Lynne Ramsay
  • DURATA: 119 min
  • SCENEGGIATURA: Enda Walsh, Lynne Ramsay, Alice Birch
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